Predicatore anti gay arrestato per aver distribuito volantini omofobi

Omofobia Chiesa Leggo queste notizie e mi nascono tante domande: in Inghilterra, a Colchester, un uomo di 62 anni è stato (nuovamente) fermato per aver distribuito volantini nei quali ribadiva la necessità di arrestare gay e lesbiche.

Paul Shaw, questo il suo nome, aveva già anche raggranellato una ventina di voti per una sua candidatura indipendente durante le elezioni di maggio. È stato arrestato l'11 giugno con l'accusa di seminare odio, sopratutto omofobia. Successivamente, il mese dopo è stato rilasciato, sotto cauzione. Ma le sue idee non sono cambiate: l'omosessualità doveva essere considerata illegale o presto sarebbe giunto il giudizio di Dio.

Già qualche mese fa, a febbraio, il giudice David Cooper l'aveva avvertito: "Ci sono un mucchio di altri peccati nel mondo. Non potresti concentrarti solo su questi per un po' di tempo?"

E quello che osservo, quello che invidio e allo stesso tempo mi fa gridare all'ingiustizia, è il clima diverso di giustizia e rispetto che si incontra negli altri Paesi. Distribuisci volantini contro i gay? C'è l'accusa di spingere la gente all'odio e alla discriminazione e vieni arrestato. Resti un mese? Dieci giorni? Esci sotto cauzione? Vieni comunque fermato.

In Italia? Puoi dire la stessa cosa, con un ruolo religioso ancora più elevato, e nessuno interviene, nessuno dice qualcosa. Viene gridato che i gay dovrebbero essere puniti penalmente, si continua a ribadire quanto sia peccato e vergognoso: e invece di denunciare o fermare questi deliri di onnipotenza, gli unici a non fermarsi mai sono gli aggressori (fisici e verbali).

Quindi una sola domanda: perché?

Foto | GaysWithoutBorders

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