Antonello Venditti: nessuno può pretendere di limitare le rivendicazioni dei gay

Antonello Venditti: nessuno può pretendere di limitare le rivendicazioni dei gay

Dopo aver passato in rassegna una serie di vescovi e cardinali in pensione, quel sito tradizionalista che tutti conosciamo, continua la sua missione contro noi gay cercando consensi anche fuori dalle “sacre” mura.

I curatori del sito hanno, quindi, intervistato Antonello Venditti in merito agli “insulti contro la chiesa e il papa” durante il Gay Pride di Roma. Ne è venuta fuori un'intervista tragicomica: da un lato Venditti che diceva che criminalizzare il movimento gay – solitamente corretto e rispettoso – per qualche “testa calda” non ha senso, dall'altro l'intervistatore che dice “si, però hanno offeso il papa”. Un bell'esempio, insomma, di voler vedere la realtà solo da un punto di vista e pretendere che gli altri concordino.

Dopo il salto, la parte dell'intervista che ci interessa.

Venditti, al Gay Pride di Roma qualche bello spirito si è abbandonato ad insulti contro la Chiesa e il Papa, cosa che ha molestato alcuni vescovi.
Guardi, occorre fare una precisazione doverosa. I gay hanno tutto il diritto di manifestare liberamente le loro opinioni e rivendicare i diritti. Dunque nessuno può pretendere di limitarne le rivendicazioni. Hanno pieno diritto a chiedere rispetto e che nessuno li discrimini.

Detto questo che pensa delle offese al Papa?
Ritengo che abbandonarsi alla contumelia sia roba da incivili indipendentemente da chi sia il destinatario dell'offesa, abbiamo bisogno di rispetto e di discutere civilmente. Ma le bravate censurabili di qualche testa calda, non possono inficiare tutto il mondo dei gay che generalmente si comportano in modo corretto e rispettoso.

Ma hanno sfilato con cartelli e parodie del Papa.
Lo ribadisco, non ha senso e chi lo ha fatto è un imbecille, ma pochi imbecilli e volgari non possono inficiare tutto il movimento, sarebbe un grave errore di prospettiva criminalizzare la intera categoria verso la quale nutro il massimo rispetto.

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