Parte la nuova campagna di Gay Help Line Roma: “Coming Out contro omofobia”

Secondo la volontà di alcuni, a regolare gli atti omosessuali devono essere il pudore e la discrezione. Fatti privati che se restano tali possono essere accettati, altrimenti la questione diventa talmente seria che, dall'accettazione si passa al disprezzo, alla negazione all'omofobia. Il sesso degli eterosessuali può manifestarsi pubblicamente: ci si bacia, si cammina avvinghiati l'uno all'altra, si mostra orgogliosi il partner o la partner agli amici. Nulla di tutto questo è concesso alla persona omosessuale che bene che vada, si ritroverà occhi indagatori e sommessi commenti di spregio. Se poi entriamo in una famiglia dove vive un omosessuale o una transessuale, spesso è la tragedia che attende paziente di intervenire, per dividere affetti che altrimenti resterebbero tra i più sacri. Avere un omosessuale o una transessuale in casa, per molti genitori è una condanna, una disgrazia, loro che hanno vissuto anche per fare in vecchia la parte più meravigliosa per loro: i nonni. Ma al di là di questo, l'omosessualità tra le mura domestiche, innesca persino violenze, forti disagi, incomprensioni tali che parecchie volte si preferisce tacere.

A Roma, in questi anni, la Gay Help Line, il contact center antiomofobia e antitransfobia per persone gay, lesbiche e transessuali, ha fatto un lavoro meraviglioso, grazie anche al Comune di Roma, la Regione Lazio e la Provincia di Roma. Il contributo di tutti, e dei tanti volontari, ha aiutato molti cittadini dell'Urbe a uscire dall'anonimato, a essere concretamente sostenuti sui loro problemi familiari e personali, grazie ad una serie di strutture come la consulenza medica, legale, psicologica. Non è un caso che quest'anno la nuova campagna sia rivolta proprio alla famiglia. Roma verrà inondata di manifesti e i responsabili di Gay Help Line, chiedono che anche le televisioni lo distribuiscano tra gli spot sociali.

“Quest'anno - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile di Gay Help Line - la campagna di comunicazione è dedicata al tema dell'incomunicabilità e della visibilità a partire dalle relazioni in famiglia delle persone lesbiche, gay e trans: molte persone, infatti, non riescono a vivere serenamente perché non hanno fatto coming out in famiglia, a scuola, con gli amici o al lavoro. Vogliamo dir loro che essere visibili è un'opportunità e un'occasione di crescita per se stessi e nella società. E che Gay Help Line, con i suoi servizi, può essere un punto di riferimento importante".

A supportare la messa a punto e lo sviluppo della campagna, quest'anno, è stata una delle più importanti agenzie di comunicazione: la Saatchi & Saatchi. Oltre alle affissioni, la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line prevede anche uno spot radio che sarà diffuso sul circuito radio del comune di Roma e uno spot video realizzato da Sebastian Maolucci e Alessandro Guida che sarà diffuso attraverso il circuito video delle metropolitane ed autobus di Roma, ma anche tramite alcune emittenti locali che hanno dato la loro disponibilità, ma anche attraverso modalità di diffusione 'virale' online, sfruttando tutte le opportunità che le nuove tecnologie e i social network come facebook offrono.

“Con i propri familiari - spiega Rosaria Iardino, presidente di Nps, associazione partner del progetto - c'è una forte necessità di comunicare ma, spesso, non se ne hanno reciprocamente gli strumenti. Per questo è importante affrontare il tema del dialogo tra genitori e figli”.

Continua Marrazzo:

“Voglio ringraziare tutto il team dell'agenzia Saatchi & Saatchi, in particolare modo i creativi, con cui abbiamo lavorato per settimane: siamo felici di aver avuto l'occasione di collaborare con una grande e prestigiosa azienda italiana il cui management ha scelto di impegnarsi contro ogni forma di discriminazione diventando partner di Gay Help Line. Molto importante è stato il supporto dell'Amministrazione Comunale e dell'assessore Umberto Croppi che ha sostenuto questa iniziativa, di tutte le volontarie e i volontari che hanno collaborato alla realizzazione e quotidianamente si impegnano gratuitamente per il servizio”.

Non è difficile comprendere che in una città come Roma, il servizio di Gay Help Line è necessario e irrinunciabile. Un lavoro di volontariato che dovrebbe coinvolgere più persone e istituzioni. Roma non può e non è una città di violenza omofoba.

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