Iran: la figlia, lesbica, dell’Onda Verde ottiene l’asilo politico


Ad un anno dall’uccisione di Neda, la ragazza iraniana che con altri ha manifestato il proprio dissenso verso chi pochi giorni prima era stato eletto grazie a dei brogli, l’onda verde mediorientale, di cui la stessa Neda faceva parte, è ritornata agli onori della cronaca grazie alla lungimiranza di alcune persone.

HBO, canale padre di “Sex and The City” e di “True Blood” nonché dell’attesissimo “Middle Sex” (serial tratto dal romanzo omonimo), sta programmando in questi giorni un documentario riguardante la giovane ragazza morta per liberare l’Iran.

Il Regno Unito, che da sempre si contraddistingue per la tolleranza adottata nei confronti del diverso, ha concesso l’asilo politico a Kiana Firouz. La donna, lesbica e attivista, era scappata dall’Iran due anni fa. Prima di partire dal paese di origine aveva realizzato un cortometraggio che non avrebbe fatto altro che peggiorare la sua condizione, non rispettata, di omosessuale.

In Italia, per il momento, non si registrano storie analoghe benché ci siano tutte le condizioni per dimostrare a tutto il mondo che nel nostro paese la Lega Nord, che spesso ha condotto una battaglia contro gli immigrati, può convivere con un gay mediorientale.

Nei giorni scorsi, come raccontato ieri da queerblog.it, è stato riconosciuto ad una persona extracomunitaria residente nel nostro paese l’asilo politico poiché nell’Ecuador, nazione dalla quale proveniva, la sua condizione di omosessuale era in contrasto con il clima omofobo avallato dalla classe politica locale.

Certo che è strana l’Italia. Tutela, giustamente, i diritti delle vittime provenienti dagli altri paesi ma ai propri figli non riconosce neanche il diritto di costruire una famiglia. Medea, a confronto, era una principiante.

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