Il clandestino gay non viene espulso e Libero condanna la scelta

Il clandestino gay non viene espulso e Libero condanna la scelta

Pochi giorni fa, un clandestino gay è stato "reintegrato" con lo status di rifugiato in base all'articolo 10 della Costituzione. La motivazione è stata logica quanto drammatica nel suo insieme: perché discriminato e sottoposto a violenze nel Paese d’origine in quanto omosessuale. Al cittadino ecuadoriano è stato cancellato il decreto di espulsione dopo l'intervento legale dell'Arcigay. Nel suo paese d'origine, infatti, non sarebbero stati nemmeno considerati punibili penalmente eventuali aggressori verso il popolo Lgbt. E la notizia, commentata da Libero, è stata trattata in maniera nn adeguata (sempre secondo l'Arcigay).

Infatti, l'articolo in questione, intitolato "Ogni scusa è buona, diritto di asilo al clandestino gay anche se nessuno lo perseguita" è stato al centro di critiche e polemiche. Nel quotidiano, si legge infatti sorpresa nella decisione del giudice di "graziare" l'uomo, sopratutto per l'argomentazione offensiva:

"Un po' poco, forse, per annullare l'espulsione e aprire la strada alla concessione del diritto d'asilo visto che anche in Italia, come in molti altri paesi europei, avvengono spesso casi di aggressione nei confronti di persone gay"

L'Acrcigay, così, interviene in merito e accusa l'autore dell'articolo di voler strumentalizzare eventi omofobi, per permettere così altri eventi discriminatori (come quello di espellere, appunto, un clandestino gay), appoggiando la scelta del giudice che ha evitato l'aggiunta di ulteriore sofferenza a chi ha già subito il senso della discriminazione nella propria vita.

Ma per Libero, siccome leggi "concrete" contro i gay, in Ecuador, non sono presenti, ogni scusa è buona per dare asilo politico ad un clandestino...

Via | Arcigay
Foto | Panorama

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