Roma: i residenti condannano il cartellone del Gay Village

Roma: i residenti condannano il cartellone del Gay Village

A Roma, in occasione dell'apertura del Gay Village, sono stati posizionati dei cartelloni per pubblicizzare l'evento. Niente nudi, niente riferimenti sessuali espliciti, nemmeno due uomini insieme o due donne: semplicemente un ragazzo ed una ragazza che fingono di iniziare a togliersi la maglietta.

Roba che persino una puntata di "Geo&Geo", certe volte, sa essere più pruriginosa. Ma pensate che non abbia scatenato polemiche? Ovviamente vi sbagliate, perché ne è scoppiato il dramma!

I residente della zona intorno al palazzo su cui è stato affisso il cartellone si sono lamentati apertamente, sopratutti i fedeli della Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio a Porta Furba, in via Tuscolana. L'accusa? Avere volontariamente deciso quel luogo per pubblicizzare il Gay Village, come segno di aperta provocazione e sfidare così la comunità religiosa. E a sottolineare questo pensiero, le parole di un ventiquattrenne abitante della zona:

"Io non ho niente contro i gay e la manifestazione può essere pure divertente, però, certo, appena usciti dalla chiesa, alzare gli occhi e vedere quella pubblicità a qualcuno può dare fastidio. Non credo che chi ha scelto di posizionarlo lì non ci abbia pensato. Se ne sarà reso conto, però, lo ha fatto lo stesso. È questa mancanza di rispetto l’offesa più grande"

Siamo arrivati a questo: un cartellone pubblicitario utilizzato apposta per schermire una fede religiosa, con lo scopo di dare uno schiaffo morale ai fedeli che escono dalla Chiesa? Ma tutte le altre pubblicità con donne seminude, modelle sensuali ammiccanti o ragazzi in boxer non offendono i cattolici?

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