Omofobia: l’aggressore conosce l’orientamento sessuale della vittima?


Prima o poi qualcuno dovrà far proprio la gestione di tutti quei giornalisti che pur di non pubblicare un’analisi propria su un fatto ripubblicano il solito pezzo. Non c’è estate in cui almeno una di queste persone denunci l’allarme siccità al di là di cosa realmente stia accadendo.

Non c’è aggressione omofoba che abbia nella propria rassegna stampa almeno gli stessi due pezzi. Oltre alla classifica evergreen riguardante i paesi europei più gay-friendly è buona abitudine, nel nostro paese, citare un articolo straniero che denuncia l’arretratezza dell’Italia. Qui e qui trovate i due pezzi d’appendice a quanto accaduto a Milano nelle scorse settimane.

In questi giorni, in più occasioni, sul network di blogo ho provato a capire con lettori molto diversi tra di loro se si debba parlare o meno di allarme omofobia. Tra i tanti commenti letti uno credo sia meritevole di essere approfondito su queerblog.it.

Scriveva tortone su 02blog.it:

“Ma come fanno sempre a sapere che uno è gay? Ce l’ha scritto in faccia???
A me ste aggressioni sembrano un poco strane, visto che i gay ci sono sempre stati ma casualmente solo ora sembrano verificarsi questi episodi con tutta questa enfasi, e guarda caso si invoca ogni volta un’assurda legge contro l’omofobia, che francamente mi sembra una tavanata che non sta ne in cielo ne in terra.

Lasciate in pace gli omosessuali, vogliono solo vivere una vita normale come tutti, senza questi stupidi riflettori mediatici puntati su di loro.

Queste aggressioni vanno punite molto severamente, e le leggi per farlo già ci sono, vanno solo applicate”.

Fermo restando che ogni violenza debba essere punita senza se e senza ma come fanno a sapere gli aggressori omofobi che chi stanno colpendo è gay? Un discorso sentito male, un atteggiamento o un bacio?

Vi è capitato di prendere in pubblico delle precauzioni per non essere “scoperti”?

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