L’Udc si apre ai gay (in Svizzera)


Quanto successo a Udine, dove un consigliere locale del Pd ha preso pubblicamente le distanze da un’immagine omosessuale, ci ha ricordato una volta di più che l’omosessualità non ha un colore politico. In Italia la sinistra tanto quanto la destra ha fatto poco per la comunità omosessuale.

Per come è sgarrupata oggi l’opposizione c’è da augurarsi che anche nel nostro paese si verifichi quanto in questi giorni è successo in Svizzera dove tale Beat Feurer ha deciso di aprire una sezione omosessuale all’interno del suo partito: l’Udc.

A differenza dell’omonimo schieramento italiano, che annovera al suo interno anche la componente cristiana, l’Udc svizzero ha deciso di aprirsi, seppur non ufficialmente, a quella parte di elettorato finora non presa in considerazione.

Chissà se il successo riscontrato tra la comunità gay dai cugini svizzeri possa creare un precedente importabile in Italia dove il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, sta lavorando alla ristrutturazione del proprio partito.

Non è detto che quanto successo attorno alla Lega Nord, che in più occasioni ha captato l’interesse dell’elettorato fedele di Rifondazione Comunista, possa verificarsi per un altro partito vicino concettualmente vicino all’attuale maggioranza.

Un Udc favorevole alle coppie di fatto e sostenitore di una legge contro l’omofobia potrebbe tranquillamente scippare al Pd quella parte dell’elettorato gay che oggi per abitudine è orientata a sinistra.

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