Clint Eastwood dirigerà DiCaprio in un noir gay


La notizia è di quelle appetitose per gli amanti del cinema e del cinema a tematica gay. Clint Eastwood, l'attore che ha appena compiuto 80 anni, colui che insieme a Sergio Leone ha dato vita al western all'italiana, ha intenzione di girare un film come regista, dando la parte interpretativa a Leonardo DiCaprio e facendo firmare la scenografia a Dustin Lance Black , quello di "Milk". Tutto è ancora allo stato embrionale ma DiCaprio si è detto felice di poter lavorare con Eastwood e di interpretare un nuovo ruolo. Il nuovo film di Clint Eastwood si chiamerà Hoover e sarà un biopic sul direttore dell'FBI J.Edgar Hoover, figura parecchio controversa e chiaccherata nell'America anni '30. Di lui il ministro della giustizia Laurence Silberman dichiarò: «Era come una fogna che raccoglieva rifiuti. Ritengo che sia stato il peggior servitore pubblico della nostra storia».

Quello che più riguarda noi è quello che accompagnò Hoover nei suoi 48 anni alla direzione dell'FBI, temuto in privato e riverito in pubblico. Ne fece di tutti i colori, ricattando presidenti e coloro che lo osteggiavano. Odiava quelli che per lui erano i "comunisti" e riteneva un "pericoloso sovversivo" persino uno come Martin Luther King, spiato per anni fino a quando Hoover non saziò il suo odio, scoprendo una relazione adulterina del leader nero. Feccia tra le feccie, Hoover non si fermava davanti a niente, mettendo tra i suoi acerrimi nemici anche gli omosessuali.

Almeno fino a quando Truman Capote riuscì a soddisfare l'ira della comunità gay americana, rivelando l'omosessualità del direttore dell'FBI. Non solo, si disse che J.Edgar Hoover fosse dedito al cross-dresser, ovvero indossare abiti femminili.


Verità o leggenda, furono in tanti a dire che Hoover fosse un gay represso, dedito al travestitismo e che una volta avesse addirittura tentato di ricattare il Presidente Kennedy con un falso video di una presunta Marilyn Monroe in atteggiamenti intimi con lo stesso presidente. Si chiacchierò anche di una sua relazione sessuale con Clyde Tolson, direttore associato dell'FBI, con cui ha collaborato per anni. Lui diceva, a sua discolpa, di essere fiero di "sporcarsi le mani" pur di stanare traditori e nemici dell'America. Dopo la morte di Truman, imbastì una campagna diffamatoria contro un candidato democratico, un certo Adlai Stevenson, proprio sul tema dell'omosessualità, mettendo in giro la voce che in privato tutti lo chiamavano "Adeline".

Continuò a ricattare presidenti, politici e magnati fino alla sua morte, durante il mandato Nixon, il 2 maggio 1972. Si salvò in tempo dallo scandalo che di lì a poco avrebbe coinvolto lo stesso Nixon il Watergate. Nonostante tutto gli furono tributati i funerali di Stato.

Il trio che ora si prepara a fare un film su Hoover, è di tutto rispetto e, crediamo e speriamo che il progetto di Eastwood vada in porto. Sarà un momento di grande cinema, raccontando questa volta la storia di un uomo importante, omosessuale represso, che è un po' il segno di un'America per fortuna oramai scomparsa e irripetibile.

Foto | Gay.tv - Joblo

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