Il preoccupante silenzio di Letizia Moratti


In queste ore, a causa delle aggressioni omofobe registrate a Roma e a Milano, molti professionisti che si occupano di comunità GLBTQ hanno concentrato le proprie riflessioni sulla legge contro l’omofobia mai approvata.

L’onorevole Paola Concia, che più di tutti si è occupata del progetto, ha già fatto sapere di aver riportato il ddl in Commissione Giustizia. Gianni Alemanno, come sottolineato nei giorni scorsi da Desperate Gay Guy, si è detto favorevole all’introduzione di un’aggravante specifica per i crimini omofobi.

L’unico esponente pubblico a non aver preso ancora una posizione netta è Letizia Moratti sindaco di Milano, dove lo scorso sabato una coppia gay è stata picchiata in Porta Ticinese. Lo stesso silenzio adottato dal primo cittadino del capoluogo lombardo è stato emulato anche dal vice sindaco Riccardo De Corato che più di altri, in questi anni, si è prodigato per rendere Milano più sicura.

Ma Milano, come racconta la cronaca, non è più la città più gay-friendly d’Italia. L’aumento di episodi omofobi, quello di sabato è solo l’ultimo di una serie, ha allineato la metropoli alla provincia da dove gli omosessuali ancora oggi scappano per vivere meglio.

Milano sembra essersi dimenticata della sicurezza economica che gay e lesbiche hanno condiviso con lei. Una città arcobaleno ingrigita anche a causa di chi oggi l’amministra. Fino a quando Letizia Moratti non avrà il coraggio di dire che nessuno è meritevole di essere menato a causa del proprio orientamento sessuale probabilmente è meglio per gli omosessuali stare in provincia.

Lì sono più al sicuro.

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