Matrimonio gay in "Sex and the city 2": quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt

Matrimonio gay in \"Sex and the city\": quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt

Dai non facciamo quelli che cascano giù dal pero: "Sex and the city" è uno dei telefilm più amati dai gay. Sarà pure un luogo comune su cui discutere, ma una grande percentuale dei fan è composta, oltre che da donne, anche dal popolo Lgbt. Conosco gente che si prenderebbe per i capelli nel dichiarare a gran voce "Io sono Carrie", mentre altri millantano di (voler) essere come Samantha Jones, la mangiauomini che si porta a letto uomini e ragazzi uno più sexy dell'altro.

E lo scorso weekend è uscito al cinema "Sex and the city 2", il seguito del serial e del primo capitolo cinematografico. La critica lo ha massacrato, ma ai botteghino è andato bene. Le avventure delle quattro (ex) single continua a conquistare e coinvolgere. Ma, in questo caso, se precedentemente c'erano riferimenti gay o amici portaborse omosessuali, nel film ci si è spinti ben oltre.

Senza rovinarvi la sorpresa, vi posso solo anticipare che la pellicola si apre con nozze gay. Per scoprire di chi si tratta, cliccate dopo il salto:

Matrimonio gay in "Sex and the city": quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt

Sono proprio loro, Stanford ed Anthony si sposano, in questo sequel, sebbene i loro personaggi durante la serie tv non sia mai andato d'accordo. Ma, come viene spiegato, Anthony può tradire il compagno in tutti gli stato americani in cui il matrimonio gay non è legale. E così, tra bambini che corrono durante il ricevimento, cigni e Liza Minnelli che canta "Single ladies" ecco i primi dieci minuti più gay della storia di "Sex and the city 2"

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