Napoli Pride 2010: manifesto politico e piattaforma rivendicativa

Napoli Pride 2010: manifesto politico e piattaforma rivendicativaÈ stato pubblicato il manifesto politico e la piattaforma rivendicativa per il prossimo pride nazionale che, come ricorderete, si terrà a Napoli nel prossimo mese di giugno.

Dopo aver citato l'articolo 2 della Costituzione – diritti inviolabili dell'uomo – e la sentenza della Corte Costituzionale sulla valorizzazione del modello pluralistico, il documento entra nel vivo:

“Noi, cittadini e cittadine omosessuali e trans viviamo nel valore del superamento delle diseguaglianze e per l’affermazione di ogni parità civile e sociale. Ci appelliamo alla dichiarazione universale dei diritti umani, alla Carta dei Dritti Fondamentali dell’Unione Europea e della sua autonomia, alla Costituzione Repubblicana e al principio di laicità dello Stato italiano che ci tutela da ogni forma di ingerenza confessionale, per pretendere il nostro legittimo diritto di cittadinanza attraverso la manifestazione delle nostre identità e delle nostre istanze.”

Quindi, guardando all'attuale situazione italiana, prosegue:

“Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante ed omofobo. Il clima sociale e culturale di intolleranza sostenuto da una classe dirigente arretrata e da gerarchie cattoliche sempre più anacronistiche e repressive, continuano ad alimentare, oggi come ieri, pericolose e vergognose campagne d'odio nei confronti delle nostre comunità, smarrendo completamente i valori liberali e democratici fondati sulla pacifica convivenza, sul pluralismo tra i gruppi sociali emergenti, sulla cultura delle differenze e della libertà, sulla laicità.”

Si parla, poi, del clima di violenza ed ostilità che il popolo lgbtqi deve quotidianamente affrontare:

“Riteniamo che la violenza, l’ostilità e la discriminazione crescente verso lesbiche, gay e transessuali è l’immobile frontiera di una società culturalmente arretrata che trova nella mortificazione della dignità non solo di omosessuali e transessuali, ma anche delle donne, delle comunità immigrate e Rom, di tutte le persone migranti, così come di quelle con disabilità, dei gruppi etnici e religiosi differenti da quelli dominanti, le ragioni della affermazione di un paradigma sessista e razzista, esclusivamente proteso alla conservazione di poteri narcisistici e di privilegi patriarcali.”

Per giungere, quindi, all'affermazione che il pensiero unico comporta la cancellazione delle conquiste storiche e sociali:

“È estremamente viva nel movimento LGBTQI e nella comunità, di cui ne è espressione politica, la capacità di sdegno e di mobilitazione contro un' Italia da Medioevo del diritto, in cui sono a rischio le libertà fondamentali dell’individuo, come il diritto alla salute, il diritto di parola, il diritto alla libertà di sciopero, il diritto alla libertà di stampa, il diritto alla cultura e all’istruzione pubblica. Questa volontà di perpetuare il radicamento di un pensiero unico, infatti, comporta la cancellazione d’importanti conquiste storiche e sociali e l’impedimento giuridico e culturale nel raggiungere nuovi e fondamentali obiettivi di libertà e di emancipazione.”

Venendo alla piattaforma rivendicativa il Napoli Pride 2010 chiede diritti civili e lotta alle discriminazioni. Il primo diritto civile richiesto è

“che sia data applicazione alla Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 che chiede di garantire «alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie ed alle famiglie tradizionali”

mentre al primo punto della lotta alla discriminazione troviamo la richiesta di

“una legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000.”

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