A Venezia la Chiesa è dalla parte dell'omofobia

Il Comune di Venezia ha affisso 480 manifesti nell'ambito di una campagna di sensibilizzazione contro l'omofobia e la diocesi ha mosso critiche

L'Osservatorio LGBT e l'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Venezia, in collaborazione con gli studenti del Liceo Tommaseo, hanno promosso una campagna di sensibilizzazione contro l'omofobia dal titolo “L'amore secondo noi”. Si tratta dell'affissione per le strade della città di 480 manifesti per quattro mesi, con l'intento di lanciare un messaggio soprattutto ai più giovani contro ogni forma di discriminazione sessuale. Gli slogan recitano “La mia compagna di banco è lesbica. E allora?” e “Sono omosessuale non ridere, sorridimi”.

Ma il diavolo ci ha messo la coda, tanto per cambiare. Quella violenta e repressiva istituzione religiosa che è la Chiesa Cattolica (e in particolare la diocesi della città lagunare) ha infatti criticato il sindaco Massimo Cacciari, diffidando l'amministrazione comunale dal diffondere i manifesti della campagna perchè il messaggio da essa veicolato sarebbe “fortemente diseducativo”. Per il giornale diocesano "Gente Veneta" l'iniziativa comunale è condivisbile, però è sbagliato equiparare omosessualità ed eterosessualità. Meglio la discrezione, suggerisce il giornale, che invita Cacciari a non attribuirsi

un ruolo educativo che non le spetta, lanciando ai giovani messaggi opposti a quelli che una larga parte di famiglie che abitano nel territorio del Comune, con fatica e con convinzione, cercano di trasmettere ai propri figli. A noi pare che questa sia discriminazione!

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