Il Parlamento californiano modifica la legge che intendeva curare i gay

Che ci siano ancora tanti, troppi, santoni che pensano di mettere mano all'omosessualità per mutarla in "normale" eterosessualità, è un fatto che lascia il tempo che trova. Lo fa una minoranza significativa di psichiatri e terapeuti, spesso legati a concetti religiosi o a strane alchimie di pensiero non certo di scienza. Ridurre i sentimenti gay o lesbici attraverso una terapia, si è rivelato e continua a rivelarsi non soltanto inutile a spesso dannosa. Alla base, il più delle volte, c'è la famiglia che non accetta quella condizione, che crede che si possa violare un sentimento diverso dal loro. Molti gli Stati nel mondo che hanno seguito, persino con delle leggi ad hoc, la strada delle terapie riparative, finendo col delegittimare gli individui e costringendoli ad una cura insana e impropria.

Anche la moderna California, in tempi in cui si dibatte ancora (e si lotta) per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, manteneva una vecchia e anacronistica legge che intendeva curare gay e lesbiche. Certo, non era applicata oramai da tempo, ma mantenerla nel proprio ordinamento legislativo sarà apparso un po' troppo. Così, i deputati californiani hanno pensato ad una modifica di quella legge risalente al 1950 che sostanzialmente delegittima il ricorso a stupidi interventi di psichiatri e terapeuti.

La vecchia legge trattava l'omosessualità come una deviazione sessuale e chiedeva ricerche per stabilire le cause della stessa omosessualità e la ricerca di cure adeguate. Certo sentire oggi cose del genere lascia perplessi non soltanto noi che non sentiamo alcuna devianza, ma che anzi viviamo l'omosessualità come ricchezza dei generi, a la stessa società civile americana che in questi anni si è evoluta in maniera esponenziale sul tema dei diritti civili per le persone lgbtq. La proposta di modifica è stata approvata dalla Camera con 62 voti a favore e zero contrari. Ora la parola passa al Senato, a è cosa fatta.

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