Torna Paola Binetti: definire l'omosessualità un grave peccato non significa discriminare

Torna Paola Binetti: definire l'omosessualità un grave peccato non significa discriminare

Dopo aver lasciato il PD, dopo essersi presentata alle elezioni regionali con l'UDC correndo come presidente dell'Umbria (dove ha racimolato poco più del 5%), Paola Binetti torna a parlare dei gay (ormai è un chiodo fisso per tutti!). Commentando il fatto che sia stata chiesa la chiusura del ben noto sito Pontifex, la Binetti sostiene che non bisogna lasciarsi intimidire e procedere per la retta via. Considerato, poi, che, a quanto pare, la richiesta di chiusura del sito Pontifex sia arrivata da qualche non ben precisato gruppo gay, l'ex PD afferma:

“Vi è una componente di omosessuali – che in verità nel tempo hanno subito ingiuste repressioni – che vanno al di qua del lecito, con una certe intolleranza, proprio la stessa cosa che rimproverano agli altri. Ora bisogna ricordare che la discriminazione è una cosa, la critica ben altra, anche se aspra. Valutare in modo negativo la omosessualità sul piano ideologico o teologico definendola, se praticata, un grave peccato non significa discriminare. Questa opera si attua quando non si ammette un gay al lavoro o cariche pubbliche, ma non è il caso che ci riguarda”.

Dunque, se ho ben capito, noi siamo i cattivi che dobbiamo ammettere il nostro grave peccato, fare ritorno all'ovile ecclesiastico (magari pure con un cilicio, tanto che ci siamo) e supplicare dinanzi alla porta della chiesa di essere un pochino considerati. Solo così potremo salvarci. Che modo triste di vivere!

Foto | PoliticadeMente

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