Arriva il Papa a Malta. Togliete l'obelisco fallico

Arriva il Papa a Malta. Togliete l'obelisco fallicoA guardala sembra essere un'opera di Niki de St Phalle, l'artista che celebrò la gloria della sua arte, realizzando in Toscana lo splendido "Giardino dei tarocchi". È invece l'opera di un artista maltese, Paul Vella Critien, chiamata "Colonna Mediterranea", e ora è diventata più che un'opera artistica, il simbolo di una divampata polemica. Quel fallo azzurro, variegato di mille colori luccicanti che si fionda verso il cielo e che ha trovato posto nella piazza centrale di un paese che Benedetto XVI toccherà dopo il suo arrivo a Malta, non può restare al suo posto, e va rimossa. Almeno per tutta la visita papale. A chiederlo è stato proprio il primo cittadino di Luqa, luogo del misfatto, che si è affrettato a dire che fosse stato per lui, quel fallo non ci sarebbe mai stato nella sua piazza. Confessa poi di aver avuto pressioni da parte del clero per togliere di mezzo quello "sconcio". E, ovviamente, alla notizia divulgata dalla stampa, è scoppiato il putiferio. E parecchia ilarità.

L'autore ha bollato come ignoranti e ineducati i critici della sua opera, e i paesani se la ridono di fronte a tanta attenzione per un pezzo d'opera che finora era rimasta sconosciuta agli occhi del mondo e che ora, se non verrà rasa al suolo, potrebbe portare tanti curiosi a visitare il loro tranquillo paesotto. Non solo, un video che spopola su youtube, mostra il fallo monumentale bramato da mani posticce, sulle note di una canzoncina ispirata alla visita papale, cantata dal comico Joe Demicoli. Non solo: tanti se la ridono pensando all'obelisco sistemato in piazza San Pietro, che fallico lo è, e ai tanti altri simboli chiaramente ispirati ad un turgoreo poco cristiano che svettano in tanti altri posti. C'è che lì, il fallo si vede, e come.

Si vede così bene, e splende nei suoi colori solari, che Benedetto XVI se lo potrebbe vedere di fronte e magari pensare alle sventure piombate sulla chiesa cattolica, sulle polemiche non ancora sopite, nonostante proprio ieri, il solo governo italiano, in occasione dell'83 genetliaco di Ratzinger, abbia dichiarato come inqualificabile la campagna diffamatoria contro il papa. Polemiche che hanno toccato anche Malta dove alcuni manifesti papali che ritraevano il volto del pontefice sono stati imbrattati e il volto papale somigliante a quello di Hitler.

Ma la curiosità su quel pene ha creato un tale vespaio da stimolare la creazione di un gruppo Facebook; sondaggi sui pro e i contro dello spostamento, si spera temporaneo, dell'opera di Crition.

Uno di questi sondaggi voluto da Usatoday.com, ha stabilito che per il 75 per cento, il pene deve restare dove si trova attualmente e che il papa, se lo vuole, si giri da un'altra parte. E, come un novello Giuseppe Gioacchino Belli, che sul papato ne scrisse di ridanciane, su Timesofmalta.com, qualcuno ha scritto:

"È vero che in Vaticano ci sono tanti nudi. Ma nessuno così grosso!!! Almeno dovrebbero coprirlo con qualcosa".

Ora, immaginate, le telecamere di mezzo mondo che seguono il tracciato papale maltese e sullo sfondo, ops..., di colpo, si erge quel pene lungo, turgido, colorato di sole che contrasta col bianco candido della papa-mobil? Imbarazzante, sarebbe dir poco.

Foto | agoravox

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