Massacrato dal branco il cuoco gay di Canazei

Poveri, miseri, inetti ragazzi. Ci concediamo persino pietà verso di loro, verso quel terribile gesto che hanno compiuto come branco di belve, verso un uomo, colpevole di essere omosessuale e di avere fatto loro delle avances. Una colpa costatagli cara. Un desiderio che si è mutato in sangue, in scherno, nella solitudine dei boschi di Canazei dove l'uomo viene bastonato, deriso, massacrato, si tenta persino di seviziarlo con una trave tolta da una vicina staccionata. Se l'è cavata, grazie al cielo, e pare stia meglio, ma dicono che sarebbero bastati altri pochi minuti per mutare la scena in una tragedia definitiva. La vittima, un cuoco che lavora per un’agenzia turistica britannica che gestisce appartamenti in val di Fassa, era attratto dai suoi aguzzini, giovani e attraenti, ignaro che quelle attenzioni lo avrebbero potuto portare anche alla morte. Non una zuffa tra ubriachi, come si disse all'inizio, ma l'assalto di sei giovani che intendevano dare una lezione al "corteggiatore" omosessuale.

A confessare è stato un ventenne, in carcere a Trento con l'accusa di essere stato lui ad aggredire il cuoco inglese. Messo alle strette, ha confessato, indicando altri giovani che avevano partecipato all'aggressione. Ora l'accusa è diventata più terribile: tentato omicidio e si cercano gli altri indicati dal ventenne. Volevano dare una lezione esemplare all'affronto dell'omosessuale, alla sua sfrontatezza nel volere piaceri da quei ragazzi e, così, ubriachi loro e l'aggredito, hanno pensato di attuare il loro progetto di violenza.

In Italia sono tanti i delitti verso gli omosessuali; si consumano particolarmente in casa, a opera spesso di marchette o di giovani scapestrati in cerca di facili guadagni. A farne le spese, anziani gay che spesso non contemplano il pericolo di portare in casa sconosciuti. Vivono soli, tendono a nascondersi, a non rivelarsi col vicinato, ed è spesso questo ad aprire la strada alla violenza. Per molti, troppi, quei delitti si traducono in morte, e spesso è anche difficile assicurare alla giustizia i carnefici, perché molti sono stranieri che si dissolvono nel nulla dopo aver consumato il delitto.

Le aggressioni di ispirazione omofoba, lo scorso anno, hanno raggiunto numeri preoccupanti, tali da impensierire persino la politica che però si è ben guardata dall'applicare l'estensione della Legge Mancino e dall'accettare la legge contro l'omofobia presentata dalla deputata Anna Paola Concia. Senza contare che tante di queste aggressioni, per vari motivi, non vengono denunciati e rimangono nel silenzio e nell'impunibilità.

Il caso di Canazei è l'ultimo venuto a galla, grazie alla confessione di uno degli aggressori. Nessuno tra i presenti ha avuto l'ardire di fermare gli altri, anzi, secondo il racconto di uno dei protagonisti, avrebbero partecipato attivamente all'aggressione e al tentativo di seviziare la vittima. I giovani oggi dovrebbero chiedersi il senso di tanta violenza, oggi ai danni di un omosessuale, domani chissà contro chi altro.

Foto | btristan

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