Matrimonio gay: la Corte Costituzionale ha ragione



Per quanto sia sconveniente la decisione della Corte Costituzionale sull’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali deve ritenersi giusta. Rimandando al Parlamento l’organo giudiziario ha tentato di ristabilire un equilibrio tra chi fa le leggi e chi deve farle rispettare.

Non sempre questo avviene. Non sempre le leggi garantiscono ai cittadini la dignità che si meriterebbero come persone. Non sempre la giustizia è in un paese il fulcro del dibattito politico.

Peggio della negazione di un diritto c’è solo l’acquisizione postuma che lo rende uno dei tanti cioccolatini negati da una madre cattiva che preferisce un bambino senza carie. Poco importa se il bambino è sufficientemente responsabile e sa che un altro perugina non gli farà male. Anzi.

Oggi più che incattivirci su una decisione giusta è bene che ognuno di noi faccia un esame di coscienza e capisca dove ha sbagliato. Le associazioni omosessuali, per prime, dovrebbero capire che il loro tempo l’han fatto. Per essere efficaci dovrebbero cambiare. Per davvero.

A sostegno della mia tesi chiedo a tutti di riflettere su quanto attorno alle dichiarazioni del Cardinal Bertone è successo. In Francia, a differenza dell’Italia, contro l’uomo sono intervenuti degli esponenti politici e non un gruppo di persone che malgrado la fratellanza non dimostra votando di voler sostenere gli amministratori che potrebbero zittire i Bertone della situazione.

Fino a quando i gay e le lesbiche italiane non vorranno distruggere il muro che li separa, e in taluni casi li eleva, dalla società civile non si riuscirà a crescere. Possibile che ancora oggi si pensi che un omosessuale è tutelato solo e soltanto da un altro omosessuale?

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina: