Italo Bocchino (Pdl): "Direi sì a un premier gay. Se gli uomini vanno a trans colpa del femminismo"

Le spara grosse sugli uomini del Carroccio, tanto da urtare qualcuno; dice la sua sulle frequentazioni ai trans che chiama "travestiti" e sulla possibilità remota di avere un premier omosessuale. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, napoletano, classe 1967, intervistato da Klaus Davi per KlausCondicio, si lascia andare a riflessioni che riguardano la vita politica del nostro Paese, un po' confondendo le cose, come quando assimila travestitismo e transessualità e un po' fa emergere la sua parte di buonismo politico, dicendosi sereno e collaborativo nel caso in cui dovesse accadere di eleggere un premier omosessuale.

“Sono contrario a qualsiasi forma di discriminazione - ha affermato il deputato a Davi - e se un premier omosessuale venisse eletto dal popolo avrebbe tutto il diritto di governare il Paese. Sono contro le discriminazioni per l'orientamento sessuale. Detto questo, non considero che la cosa sia semplice; anzi, sul piano del costume non lo è certamente, ma non ci troverei nulla di strano”.

Immagino, qualche vespaio questa dichiarazione lo susciterà se, come afferma successivamente il deputato ex missino, le porte rimarrebbero chiuse invece ad una possibile candidatura di un leghista, questo perché dice:

“La Lega ha problemi di credibilità internazionale che sono tipici di tutti i partiti politici limitati in una parte di territorio. Questo ovviamente non favorisce un buon giudizio in una realtà come quella europea dove si stanno facendo i conti con un processo di integrazione addirittura dei paesi dell'Est”.

Al sagace Klaus Davi che gli chiede del perché gli uomini vadano a transessuali e prostitute, Bocchino, non ha dubbi: la colpa va tutta ascritta al femminismo passato, presente e futuro. Sta tutta lì la causa per cui "gli uomini oggi vanno sempre più spesso con i travestiti". Una cultura di libertà è diventata per l'onorevole Pdl un veicolo di trasformazione dei gusti sessuali. Mah!

“Da un lato – ha detto – credo ci sia un’esaltazione della trasgressione e dall’altro un cambiamento dei rapporti tra uomo e donna anche dal punto di vista sessuale negli ultimi decenni. La donna è diventata più aggressiva, c’è un rapporto diverso rispetto a quello che c’era una volta. L’emancipazione della donna è stato un fatto straordinario per il paese e per lo sviluppo della famiglia, tuttavia l’estremizzazione del movimento femminista ha portato la donna ad avere un ruolo dominante nella coppia fino a colpirne la stabilità”

Bisognerebbe capire anche meglio, quando Bocchino apre la strada ad un possibile premier omosessuale. Parla, infatti, di elezione diretta del popolo e non credo che da qui al prossimo appuntamento elettorale possano e vogliano fare una riforma costituzionale di tale portata. Certe riforme, in Italia, si predicano per non farle mai. Ma l'intenzione del deputato pare buona.

Strano però che da capogruppo del Pdl, dichiarandosi contro ogni discriminazione, non abbia appoggiato, ad esempio, la legge contro l'omofobia fatta dalla sua collega Anna Paola Concia. Le parole devono avere un peso e lo hanno maggiormente se dette da un rappresentante politico.

È pur vero che la nostra politica ci ha abituati ad ogni sorta di dichiarazione a favore delle tutele omosessuali, ma il gioco si è fermato sempre lì, alle parole e mai alle promesse e ai fatti.

Sull'ipotetico premier omosessuale, non credo Bocchino pensasse, che so, a Nichi Vendola. Ovviamente a qualcuno della sua parte politica. Chi?

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