Se il Vaticano confonde la pedofilia dei suoi preti con l'omosessualità

Se il Vaticano confonde la pedofilia dei suoi preti con l'omosessualità

Qualcuno dovrà fare da capro espiatorio. E se non qualcuno, una intera categoria di persone. Sembra pensarla così il cardinale, segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone. La categoria da mettere sotto accusa, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, è quella degli omosessuali, ahinoi, rei di essere così sporcaccioni da infangare l'illibatezza dei minori, magari sotto talari spoglie. L'improbabile e antisociale equazione omosessualità uguale pedofilia, di oscurantista memoria, è tornata in auge per bocca di uno dei maggiori responsabili della gestione politica e religiosa dello Stato del Vaticano. Una facile equazione, quanto terribile e anacronistica. Pensavamo finora ad una Chiesa lontana e dimentica del suo periodo inquisitorio, e invece monsignor Bertone, ricaccia indietro nei secoli, una modernità e una realtà pare mai accettata da loro.

“È stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri - dice il segretario di Stato Vaticano - che non c'è legame tra celibato e pedofilia. Abbiamo statistiche dell'Onu e dell'Unicef relative a migliaia di casi riguardanti tutte le categorie e che non parlano solo della Chiesa cattolica, perché - ha aggiunto - è una percentuale minima. È ora di finirla con questi attacchi sempre solo alla Chiesa cattolica. Molti altri studiosi hanno invece dimostrato un legame tra omosessualità e pedofilia”.

Scusi, Eminenza, quali altri studiosi, chi? Faccia i nomi per, quanto meno, dialogare con loro e constatare noi stessi come e dove poter estirpare questa insana equazione. La leggerezza, invece, con cui Ella afferma questo strano binomio, è a dir poco grave e anche pericoloso verso una categoria di persone di cui mi onoro far parte e alle quali mi unisce un forte legame di civiltà e di battaglie sui diritti civili che la sua Chiesa combatte a volte con incomprensibile ferocia.

Lei, Eminenza, non noi, è chiamata a rispondere di una parte, seppur minima, del suo clero che in decenni si è macchiato del terribile delitto di pedofilia, di aver allungato mani e libido su carni innocenti, su persone sordomute, su fanciulli e fanciulle che si son viste segnare la vita. La sua Chiesa è sotto accusa e poco vale, almeno nella dignità umana, difendersi attaccando altre persone, altri soggetti sociali. Poco interessano le percentuali e se altri, di altre religioni, hanno copiato i preti pedofili. Come Lei, sappiamo che, per parlare in termini religiosi, un peccato è un peccato e poco conta chi lo fa. Resta un peccato e, in campo giuridico, un reato. Se, come dicono in tanti, ci sono stati silenzi ed omissis, per anni, su coloro che vestivano abiti talari, celebravano cerimonie religiose e alzavano le mani verso innocenti creature, una Chiesa sana fa il suo mea culpa, si prende in pieno le proprie responsabilità e non va a infangare altri soggetti, come a dire: mal comune, mezzo gaudio!

Come Lei, pensiamo che la pedofilia sia un male che attraversa molte persone, persino la famiglia. Ci sono esseri che fanno turismo sessuale minorile; c'è chi abusa della propria figlia; la casistica, ahinoi, è lunga e disgustosa. Ma il "mal comune, mezzo gaudio" non perdona; non risolleva dalle responsabilità.

Credo, come Lei, monsignore, che sia giunta l'ora di fermare questi attacchi alla Sua Chiesa, ma la Sua Chiesa deve riconoscere quanto male si è consumato in decenni dentro le canoniche, negli istituti religiosi, nelle strutture create per accogliere pargoli per educarli a una vita civile e buona, non a essere abusati. Ci sono diocesi, che per questo, si son viste costrette a pagare con vil denaro, il silenzio degli innocenti; diocesi che si son piegate al crack finanziario per risarcire migliaia di vittime.

Dire che l'omosessualità è pietra di paragone della pedofilia, nonostante gli studiosi, è proferire una menzogna che, se detta da un anonimo la si lascia cadere con un pietoso sorrisino, ma detta da un capo del Vaticano rattrista ed è grave, come dice anche Franco Grillini:

“Gravissime le affermazioni del segretario di Stato vaticano Bertone per l'accostamento che fa tra omosessualità e pedofilia. Un accostamento del tutto destituito di fondamento, perché, come ognuno sa, i casi di pedofilia si concentrano soprattutto nelle strutture educative cattoliche e nella famiglia tradizionale, come dimostra il 90% dei casi giudiziari di violenza sui minori. Le dichiarazioni di Bertone la dicono lunga sullo stato dell'attuale disperazione vaticana, se sono costretti a buttare la croce sugli omosessuali che sono invece il gruppo umano meno coinvolto in assoluto in casi di pedofilia. La Chiesa cattolica, anziché buttare la croce addosso ad altri dovrebbe implorare il perdono per aver coperto per decenni, forse per secoli, quello che possiamo definire il più grande scandalo sessuale della storia dell'umanità”.

Allarmati, anche i sostenitori del Movimento cileno per le minoranze sessuali (Movikh):

“Bertone mente in modo palese ed inumano quando sostiene che ci sono studi che dimostrato l'esistenza di relazioni tra l'omosessualità e la pedofilia, mente, in quanto non c'è nessuna ricerca scientifica, seria e indipendente da tutte le correnti religiose, che indichi questo. Le affermazioni del cardinale sono provocatorie - aggiunge la nota - perché tendono ad attribuire responsabilità a persone con un orientamento sessuale diverso per i brutali casi di pedofilia commessi da sacertoti, utilizzando in modo immorale gli omosessuali come capro espiatorio”.

Non poteva mancare la nota di Arcigay:

L’equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, è un’affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini e bambine innocenti.

Di quei corpi brutalmente violentati, di quell’infanzia e di quelle vite distrutte, la chiesa porta la piena e vergognosa responsabilità, e non sarà tentando di distogliere l’attenzione dalle sue stridenti contraddizioni e dalle sue omertà interne che potrà sottrarsi ad un giudizio severissimo per reati sessuali denunciati in tutto il mondo contro i preti pedofili.

Siamo davvero indignati per le parole che Bertone ha pronunciato in Cile: non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità” - sottolinea Paolo Patanè, Presidente nazionale Arcigay.

Arcigay aveva scelto di non cavalcare l'orrore per lo scandalo raccapricciante degli innumerevoli abusi di sacerdoti cattolici su minori. Ammettiamo di avere sbagliato nel pensare che bastassero le migliaia di denuncie in tutto il mondo, perché le parole del segretario di stato vaticano confermano che questi uomini di chiesa non hanno ritegno ad offendere la buona fede di milioni di credenti, che dicono di rappresentare, affermando falsità che continuano ad uccidere la dignità di tanta gente e a generare violenza e discriminazione, anziché provare seriamente e con umiltà a riparare ai propri crimini. Di fronte a questa scandalosa mancanza di coscienza – conclude Patanè – “la denuncia di tutta la società civile deve essere durissima.

A prendere posizione anche il gruppo Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani:

Il Gruppo "Nuova Proposta - donne e uomini omosessuali cristiani" esprime un profondo sconcerto di fronte alle parole del cardinal Tarcisio Bertone, giunte ieri da Santiago del Cile, in cui si è messa in relazione la pedofilia con l'omosessualità. In un momento in cui ci si aspetterebbe dalla Gerarchia Vaticana, e dalla Chiesa tutta, esclusivamente un atteggiamento di compassione nei confronti delle vittime dei sacerdoti pedofili, il cardinal Bertone non ha perso occasione per aggiungere danno al danno, ribadendo il concetto astruso e assolutamente infondato, di collegamento tra pedofilia e omosessualità. In questo modo non solo non ha risolto il problema delle vite dei piccoli devastati dagli abusi dei sacerdoti pedofili, ma ha altresì scaricato il fardello sulle spalle delle persone omosessuali che già sono vittime innocenti dello stigma e del pregiudizio della società. Al cardinal Bertone auspichiamo un sereno percorso di approfondimento della condizione omosessuale che lo spinga in futuro ad agire, nelle parole e nei fatti, in sequela dell'Amore di Cristo e non in contrapposizione, giacché non è frutto della misericordia utilizzare l'orientamento affettivo di alcune persone come "foglia di fico" per allontanare le responsabilità del Magistero Cattolico. Siamo convinti, infatti, che l a vera genesi della questione pedofilia tra i sacerdoti sia esclusivamente da attribuire alla cultura della repressione sessuale che ha provocato numerosi mostri tra cui si inseriscono a pieno titolo i sacerdoti pedofili.

Foto | Il Messaggero

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