Iran. Torna in edicola il quotidiano reo di un'intervista ad una poetessa omosessuale

Sharq, il principale quotidiano riformista iraniano ha ripreso le pubblicazioni, ma resterà sotto l'occhio vigile della censura iraniana che non gli consentirà una replica. A renderlo noto il sito Rahesabz, noto anch'egli per le sue aperture riformiste. Sharq era stato chiuso precedentemente per ben tre volte su ordine della Commissione di autorizzazione e di vigilanza della stampa, per aver pubblicato interviste o articoli ritenuti offensivi per le autorità o non autorizzati in base alla normativa vigente.

L'ultima chiusura risalente al 2007 era dovuta alla pubblicazione di una intervista ad una poetessa dichiaratamente omosessuale residente all'estero. Immediatamente dopo la pubblicazione, il direttore responsabile del quotidiano, Mohammad Rahmanian, era finito sotto processo e condannato a pagare una multa di circa 70 mila euro.

Col ritorno in edicola, lo stesso direttore Rahmanian, si è detto sicuro che il quotidiano sarà ancora seguito e che il suo lavoro si concentrerà ancora sui problemi socio-culturali del paese. Secondo molti siti riformisti, la riapertura di Sharq, potrebbe essere un segnale di distensione da parte dei dirigenti politici iraniani, dopo le tensioni dei mesi scorsi che ha bloccato l'esiguo flusso di informazioni provenienti dall'Iran. Resta ancora in tutta la sua tragedia il problema degli omosessuali iraniani, incarcerati e messi a morte, anche sotto ridicoli accuse.

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