Intervista gay: storia di Giorgio, da 10 anni a Milano, ed un ex fidanzato che lo perseguita tra minacce, ricatti e un finto suicidio...

Intervista gay: storia di Giorgio, da 10 anni a Milano, ed un ex fidanzato che lo perseguita tra minacce, ricatti e un finto suicidio...

L'intervista gay di oggi è incentrata su Giorgio, un ragazzo di 28 anni, di origine veneta e trasferitosi da una decina di anni a Milano per studio. La sua storia è particolare, molto forte per alcuni argomenti e sopratutto intensa a livello emotivo.

Incontrato un ragazzo mentre era ancora nella sua città d'origine, la storia tra loro due si è conclusa. Giorgio non era innamorato, mentre Stefano sì. Cose che capitano, purtroppo, nella vita di ciascuno di noi.

Ma Stefano non si è dato per vinto e per anni il passato ha perseguitato Giorgio, anche a chilometri di distanza, attraverso minacce, ricatti... e un tentativo di suicidio. Dopo il salto, la sua storia:

Intervista gay: storia di Giorgio, da 10 anni a Milano, ed un ex fidanzato che lo perseguita tra minacce, ricatti e un finto suicidio...

Parlami di te
Mi chiamo Giorgio, ho 28 anni, sono di origine veneta e vivo a Milano da circa 10 anni. Mi sono trasferito per studio e intanto mi ho cercato un lavoretto part time per coprire qualche spesa. Divido casa con due ragazzi etero e mi sto laureando.

Quando hai capito di essere gay?
Non ti so dire, me ne sono reso conto tipo a 18/19 anni quando è entrato internet a casa (sorride). Alle superiori ero comunque lo sfigato: mai baciato una ragazza, timidissimo... Beh diciamo che ho capito cosa mi eccitava di più e perché mi incazzavo coi porno tagliati delle tv private (non fanno mai vedere un pisello, hai notato?). E poi soprattutto ho scoperto la chat dove sono riuscito a parlare con qualcuno nella mia stessa "condizione"

Ed eri ancora nella tua città d'origine, in famiglia. Come vivevi la cosa? Era dura all'inizio?
Sì, in famiglia era un casino... Ho dovuto parlarne per forza con mio padre quando ha scoperto dei siti sulla cronologia, che ho imparato a cancellare in un microsecondo. Mi ha preso da parte e mi ha detto cosa aveva trovato: gli ho inventato che li avevo visitati per curiosità e da allora ho cancellato files temporanei, cronologia, ecc ecc. Penso che abbia poi fatto finta di niente... Calcola che nella mia famiglia vige molto l'ipocrisia cattolica.

Ipocrisia cattolica: spiegami meglio
Quella volta credo che mio padre abbia tenuto nascosto la cosa, è stato solo un episodio isolato. Anche mia madre non ne ho mai parlato, fino a quando non ho tirato fuori io l'argomento. Ma per arrivare a parlare bene di quello devo tornare indietro...

Ok, raccontami
Mi spiego meglio: il secondo ragazzo che ho incontrato è stato il primo con cui sono andato a letto, era nella mia zona. Ci siamo frequentati per circa due mesi, dopo di che lui ha iniziato a dirmi che era innamoratissimo di me ecc. io a quel punto gli ho detto che io non provavo lo stesso nei suoi confronti e ho rotto. Siamo rimasti in contatto come amici, io nel frattempo mi sono spostato a Milano, lui in un'altra città. Dopo un mese mi ha detto che gli avevano diagnosticato un tumore. Io, che tengo in grandissimo conto l'amicizia, ho iniziato a stargli il più vicino possibile, al telefono soprattutto vista la distanza e in questo modo sono entrato nella sua trappola

Trappola? Vai avanti...
Mi faceva molta pena, era distrutto per lui. Quando ci vedevamo si sentiva male, sveniva... chiaramente quando dicevo che volevo uscire fatalmente lui aveva una crisi e dovevo passare la serata con lui al telefono. Quando ha capito che io stavo mollando un po il colpo, ha finto di tentare il suicidio per colpa mia. Mi arrivavano anche sms dal cellulare di sua madre e pensai che lei sapesse di noi due. Si fece vedere da me con i polsi bendati. Io iniziai a sospettare in parte che ci fosse qualcosa che non quadrava ... Poi tutto degenerò

In che senso?
La cosa è degenerata sempre più, fino ad arrivare alle minacce. Ho scoperto che mi aveva frugato nel portafogli e trovato indirizzo e numero di telefono dei miei. Sicché quando si arrabbiava con me per qualcosa squillava ai miei genitori. Ecco divorato dai sensi di colpa e aveva anche paura: lui chiamava a casa dei miei genitori anche alle 4 di notte. Per anni, io a Milano e lui in un'altra città, mi teneva sotto controllo: dovevo tenere nascoste le mie storie e se lui fiutava qualcosa, scattava la minaccia. Arrivavo a fargli uno squillo ogni 5 minuti per fargli capire che ero da solo e non con un altro ragazzo... La cosa mi ha talmente stressato da avermi portato alla depressione: ecco perché devo ancora laurearmi a 28 anni...

Ma non hai pensato di ribellarti? Parlare ai tuoi, affrontare lui una volta per tutte, rivolgerti anche alla polizia....
La legge sullo stalking è dell'anno scorso. e poi non volevo coinvolgere i miei genitori in alcun modo. se per caso si metteva a fare una scenata davanti a casa mia era un casino. il paesino è piccolo e i miei li conoscono tutti. Io ero a Milano e loro lì...

E come ne sei uscito da questo incubo?
Ho incontrato un ragazzo che mi ha capito e supportato tantissimo e sono arrivato a dire tutto ai miei spiegando perché non mi laureavo, e che ero gay. E gli ho anche raccontato del tizio, ma in forma meno morbosa o ossessiva, tralasciando alcuni dettagli. Ma che quello mi ha portato alla depressione... A quel punto il tizio ha capito che non aveva più l'arma più importante per minacciarmi e lentamente si è arreso. ha provato a ricattarmi ancora una volta per andare a letto con lui, ma a quel punto ero forte... e gli ho sputato in faccia.

E come hanno reagito i tuoi al coming out?
Pianti e discorsi tali per cui se non fosse stata pesante la situazione avrei iniziato a ridere. Del tipo "Noi non ti abbiamo insegnato così" oppure "E' colpa di Milano"Hanno anche tentato la carta del non farmi tornare a Milano, ma io mi ero trovato un lavoretto e quindi ero in parte "indipendente". Per tornare al discorso dell'ipocrisia cattolica, la mattina dopo il mio coming out, le lacrime e le discussioni, mia madre è entrata in camera mia, come nulla fosse, a chiedermi cosa preferissi per colazione... Mi hanno poi mandato al consultorio che in realtà io ho usato per aiutarmi a uscire dalla depressione che mi aveva preso, avevo ancora strascichi della cosa. Ora con loro parlo poco o niente della mia vita privata: sapevano che ero fidanzato fino a gennaio di quest'anno, ma in maniera molto blanda

E ora come stai?
Ora bene, ne sono uscito quasi completamente, non sono dovuto passare da antidepressivi o simili, ne sono uscito andando al lavoro tutti i giorni, trovando degli amici, insomma ricreandomi una routine che era totalmente persa prima e sono pronto per una nuova storia dopo quella conclusasi qualche mese fa.

Foto | HeyRichie
| GayBali

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