La Consulta si prepara alla decisione sui matrimoni omosessuali


Ogni momento è buono! Da oggi e/o nei prossimi giorni, la Corte Costituzionale potrebbe emettere la sentenza che riguarda le coppie di fatto omosessuali che prima si sono rivolte al tribunale ordinario per obbligare i propri Comuni alla pubblicazione della loro unione e il successivo matrimonio. La vicenda partita il 23 marzo scorso nella Capitale dove l'Alta Corte si è riunita, è stata rinviata a questi giorni, per una pausa di riflessione chiesta dalla maggioranza dei giudici. In parecchi hanno letto quella decisione come un atto quasi obbligatorio viste le elezioni regionali e comunali alle porte; ma a sentire fonti molto vicine a "Certi Diritti", l'organizzazione Radicale che ha condotto questa meravigliosa battaglia insieme alla Rete Lenford, nulla di tutto questo: il rinvio è stato chiesto ed ottenuto per semplici questioni organizzative.

Va ricordato che proprio quel 23 aprile, come avviene in tantissime altre sedute della Consulta, si discutevano altre leggi oltre al ricorso matrimoniale omosessuale, e i giudici, ovviamente, nel loro lavoro non parteggiano per l'una o l'altra causa, ma si attengono al lavoro che devono svolgere e alle necessità che le questioni impongono. Certo, avranno visto anche loro quel turbinio di televisioni italiane ed estere; la sala delle udienze stracolma di gente; l'impegno degli avvocati della difesa, e quindi avramnno compreso come il tema sia parecchio sentito dall'opinione pubblica oltre che dai diretti interessati e dalla comunità omosessuale.

Che succederà ora? Le ipotesi sono molteplici e giocano tutte a favore o contro i desideri di regolare matrimonio voluto da molte coppie di fatto omosessuali. Non ci saranno vie di mezzo. Se la Corte accoglierà le tesi del collegio di difesa, ovvero che le coppie omosessuali possono e devono avere una tutela giuridica attraverso l'istituto matrimoniale, l'obbligo varrà su tutto il territorio nazionale e, crediamo, inizierà una splendida primavera per moltissimi che necessitano e desiderano un riconoscimento pubblico e definitivo sulla loro unione. Un sogno che diventerebbe realtà, cambiando il Paese.

Certamente sarebbe una sentenza che verrebbe discussa dai mass media internazionali, ma si aprirebbero contenziosi da parte dello Stato che si è costituito in giudizio contro i matrimoni, chiedendo che sia solo l'organo politico a decidere in materia. E particolarmente ci sarebbe una levata di scudi da parte del Vaticano e dei cattolici integralisti che vedrebbero in quella decisione un dissolvimento di certe regole sull'unione di coppia che intendono mantenere ad uso esclusivo delle coppie di sesso opposto.

Altra ipotesi possibile è che i giudici della Corte, chiedano ai legislatori di porre fine ad una discriminazione, mettendo mano ad una legge da approvare in Parlamento. È a detta di molti, la più probabile delle sentenze. In questo caso, l'avvocatura dello Stato, potrebbe ritenersi soddisfatta, ma la battaglia politica e di movimento resterebbe tutta ancora da combattere. Seppure in tanti, anche in questa maggioranza, si dichiarano a favore di una qualche tutela per le coppie di fatto omosessuali; la questione potrebbe finire per percorrere lo stesso iter parlamentare capitato ai DiCo: tante belle proposte, tante belle dichiarazioni, il silenzio sine die.

Nel malaugurato caso, almeno per noi, che la Consulta dia un parere assolutamente negativo, si dovranno studiare altre strade e altri strumenti per iniziare nuovamente la battaglia civile. In quel caso, a quanto pare, verrebbero cassate anche gli altri ricorsi in attesa di giudizio. Insomma, la disperazione e l'oblio!

Siamo un Paese difficile, inutile negarlo, e sui temi lgbtq le difficoltà spesso si fanno insormontabili. La Corte Costituzionale, in altri casi, è stata davvero corte di giustizia e di diritto. Incrociamo le dita, con serenità e, se le cose non dovessero andare come desideriamo, non disperiamo. Che sia un momento per unire tutto il movimento e continuare a sperare lottando.

Foto | Jayceeloop

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