Anche in Portogallo i gay possono sposarsi

Bisognerà che qualcuno, non so neppure chi, possa raccontarci che cosa siamo noi, cosa rappresentiamo in Europa, che Europa intendiamo essere nel rigoglioso canale dei diritti civili omosessuali. Non riusciamo più a capire se è la politica che non vuol dialogare o se siamo noi a non farci intendere dalla politica, dai legislatori, da chi dovrebbe avere il dovere di tutelare la vita, le gioie e i dolori di chi si ama. Anche tra individui dello stesso sesso. E cresce la rabbia e la delusione, per questa solitudine sui diritti; una solitudine meschina, feroce, sorda concubinata con una politica del silenzio e dell'indifferenza.

Oggi, in Portogallo, altra nazione che ha conosciuto repressione e desolazione, i legislatori hanno messo fine alla discussione sul al matrimonio tra persone dello stesso sesso, grazie ad una sentenza storica della Corte Costituzionale, dopo la modifica, nel febbraio scorso della definizione di matrimonio contenuta nel codice civile lusitano che faceva riferimento all’unione tra sessi differenti. Manca solo la firma del Capo dello Stato e la cosa è fatta.

“All’epoca in cui il legislatore scrisse la Costituzione” spiega Rui Moura Ramos, Presidente della Corte Costituzionale “il concetto di matrimonio veniva da un certa tradizione, ben diverso da quello di oggi, aperto e in evoluzione”.

Era stato proprio il presidente Anibal Cavaco Silva, a chiedere alla Consulta un parere sulla costituzionalità della legge approvata dal Parlamento. E i giudici hanno risposto che la carta fondamentale non impedisce l’evoluzione dell’istituto del matrimonio: l’allargamento alle coppie omosessuali non ostacola la salvaguardia dell’unione tra persone di sesso differente. Se il conservatore presidente dovesse apporre ancora il suo veto, un altro voto parlamentare potrà superare lo scoglio sullo stesso testo, approvandolo e obbligando la firma.

A molti verrà ora in mente quel che accadrà da noi la prossima settimana. Anche lì, la Corte Costituzionale nostrana dovrà esprimersi su due ricorsi patrocinati da Certi Diritti e dalla Rete Lenford. Lasciamo che arrivi il giudizio, prima di dialogare se e quando anche l'Italia vorrà dotarsi di strumenti legislativi a tutela delle coppie di fatto omosessuali. Oggi, comunque, una cosa è certa: l'Italia diventa il fanalino di coda, per nulla luminoso e per nulla encomiabile, di una Europa che a briglie sciolte si è dotata di leggi matrimoniali o di altri istituti per le persone omosessuali che si amano e che intendono vivere la loro unione tutelati dallo Stato.

A tal proposito, arriva la dichiarazione di Sergio Rovasio, segretario nazionale di Certi Diritti:

“Certi Diritti si felicita per il via libera che la Corte Costituzionale Portoghese ha dato ieri alla legge che introduce i matrimoni tra persone dello stesso sesso in Portogallo. La legge di modifica al codice civile, che era stata proposta dal governo socialista subito dopo le elezioni e poi approvata dal Parlamento - dove l'opposizione conservatrice proponeva comunque una legge sulle unioni civili - era stata sottoposta dal Presidente della Repubblica del Portogallo, Cavaco Silva, alla Corte Costituzionale, perché questa ne verificasse l'eventuale incostituzionalità. La Corte ha respinto le riserve del Presidente della Repubblica, ricordando il divieto di discriminazioni basate sull'orientamento sessuale ed affermando che nulla nella Costituzione portoghese impedisce l'entrata in vigore di una tale legge, eliminando così l'ultimo ostacolo sulla strada del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

L’Associazione Radicale Certi Diritti si felicita per tale decisione, che lascia l'Italia tra gli ultimi stati europei a non prevedere alcuna forma di riconoscimento delle relazioni tra persone dello stesso sesso, né attraverso il matrimonio, né attraverso una legge sulle unioni civili. Di fronte all'inazione del legislatore italiano, Certi Diritti attende con fiducia la sentenza della Corte Costituzionale, prevista dopo il 12 aprile, nella speranza che l'Italia possa rientrare in Europa invece che allontanarsene sempre di più”.

Di noi, ne parleremo i prossimi giorni. Intanto auguriamo felicità alle coppie lusitane che da oggi potranno avere il matrimonio e una felicità di unione riconosciuta dal loro Paese.

Foto | ho visto nina volare

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