"Da Sodoma a Hollywood". Nozze d'argento per il Torino GLBT Film Festival

Stare insieme per 25 anni è un bel traguardo: ci si conosce meglio, si cresce insieme, si alimenta una passione, si vivono emozioni. È successo questo al più importante Film Festival italiano, nato nel 1986 come una coraggiosa e piccola manifestazione di rassegna cinematografica LGBT. La chiamarono "Da Sodoma a Hollywood" e non si insigniva dell'acronimo LGBT, ancora da venire. Con gli anni è cresciuto in bellezza e prosperità, seguito da migliaia di persone, fino a diventare oggi il più antico Festival d'Europa dietro solo al Frameline di San Francisco e Outfest di Los Angeles per importanza nel mondo. Torino la dotta, Torino del sindaco che vuol celebrare le nozze di due sue concittadine che si amano, ha fatto crescere la manifestazione cinematografica fino a esportarla in altre città dove altre migliaia di persone godevano delle visioni di film eccellenti, più spesso negati dai circuiti cinematografici di cassetta. Quest'anno, il Torino Film Festival celebra un quarto di secolo e lo fa in pompa magna, in una veste in parte rinnovata, con una nuova squadra di collaboratori. Il maestro Ugo Nespolo ha firmato l'immagine, con colori vivi e spettacolari.

A inaugurare il Festival, il 15 aprile sarà una madrina d'eccezione, icona della cinematografia italiana, Claudia Cardinale, con la presentazione de Le Fil del tunisino Mehdi Ben Attia. Saranno, come sempre, tre le sezioni competitive (lungometraggi, documentari, cortometraggi). A giudicare la bravura di registi, attori, sceneggiatori, costumisti ci saranno tre giurie internazionali formate da Peter Cameron, Ivan Cotroneo, Eytan Fox, Patricia Rozema, Cesare Petrillo. Questi per la sezione lungometraggi.

Per i documentari, la giuria sarà composta da Giovanni Anversa, Maria Beatty, Massimo Fusillo; mentre per i corti: Massimo Fenati, Zvonimir Dobrovic e Roberto Cuzzillo, giudicheranno il migliore tra quelli in concorso in quella sezione. Sarà, come sempre, una bella maratona con complessive 175 pellicole che rappresenteranno 30 nazioni: una vera e propria olimpiadi del cinema LGBT. Sarà il pittore e scultore Ugo Nespolo a consegnare il premio alla carriera a James Ivory, presente al Festival col film "The City of Your Destination".

Del perché questo premio a Ivory, lo spiegano gli organizzatori:

"Nel nostro immaginario James Ivory, il grande regista californiano, la cui vocazione nomade ed esotica lo ha spinto spesso a girare i suoi film in India e in Europa, non è soltanto l'autore di Maurice, una delle più amate pellicole della comunità omosessuale di tutto il mondo. A rendercelo vicino è una sensibilità che ci ha conquistati: le atmosfere rarefatte delle impareggiabili traduzioni cinematografiche di romanzi "classici" e moderni, la fascinazione per il magnifico dualismo tra mente e corpo che agita i suoi eroi e, soprattutto, le sue eroine, il melting pot, antropologico, sessuale e geografico di cui sono intrise le messe in scena, la condizione d'estraneità e, allo stesso tempo, il desiderio di appartenenza che agitano i personaggi, perennemente combattuti tra confronto e antagonismo".

Il Torino GLBT Film Festival, non si fermerà a dialogare con cinema d'autore per quanto affascinante, ma aprirà il palcoscenico alla multimedialità; alla tv e al web con The Line of Beauty, una delle serie televisive più acclamate; il musical camp Mary Lou e la serie americana all lesbian We Have to Stop Now di Robyn Dettman.

Per chi videogioca il magnetismo sarà affidato al transgender elettronico dove i sentimenti si consumano nella duplicità dell'essere ora uomo, poi donna e viceversa. Cult, quel videogioco celebrato da tantissimi: "Grand Theft Auto: The Ballad of Gay Tony". Sarà una occasione splendida per parlare e approfondire il tema del transgender attraverso uno strumento di pubblico svago.

Per i nostalgici - si fa per dire - di evocative suggestioni, il Festival presenterà una retrospettiva: "I venticinque film che ci hanno cambiato la vita"; un glossario di emozioni per quanti hanno amato particolari pellicole che, magari, hanno influenzato certi loro comportamenti, certe scelte, ma soprattutto stati di inebriante felicità o di profonda riflessione. C'è ad esempio "Happy Together", Palma d'oro a Cannes 97 per la miglior regia; o "Bent" di Sean Mathias; o, ancora "Festa per il compleanno del caro amico Harold" di William Friedkin. La classifica di questi film è stata fatta dal pubblico web che ha partecipato ad un sondaggio indetto dal sito del Festival.

Scorpacciata di generi, di omaggi ad alcune tra le migliori pietre miliari del cinema tematico lgbt; di discussioni come quello sempre attuale di rapporto tra religioni e omosessualità o di omofobia, l'odio che mangia l'anima.

Ma uno spazio particolare sarà dato ad una manifestazione canora: l'Eurofestival, un viaggio che parte dal lontano 1959 con le spillungoni gemelle Kessler, i mitici Abba, l'austriaco apertamente omosessuale Tony Wegas e la portoghese Dina, senza dimenticare la nostrana Gigliola Cinquetti.

Infine una bella notizia per il pubblico di Roma: dal 23 al 25 aprile al Nuovo Cinema Aquila si terrà la manifestazione "Queering Roma", un evento organizzato dall'Associazione Armilla in collaborazione con il Torino LGBT Film Festival, con il patrocinio della Provincia di Roma e la collaborazione del Circolo degli Artisti e del Mario Mieli.

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