Chiesa e omosessualità. Una lettera

Chiesa e omosessualità. Una lettera

La rubrica Italians di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera pubblica oggi un'interessante lettera a proposito di chiesa cattolica e omosessualità. L'autore – che si firma Massimo Magnani – riflette sul momento difficile che sta attraversando la chiesa cattolica in merito a tutti gli scandali sessuali che quotidianamente sbucano come funghi.

La dottrina della Chiesa pone alle persone divieti impossibili da rispettare. L'omosessualità, ad esempio, viene definita come un peccato contro Dio e contro la natura umana, ma questo precetto contrasta con i fatti. Una certa quota di esseri umani pratica, in modo saltuario o continuativo, l'omosessualità. Questo è un fatto indiscutibile. Da almeno 2000 anni gli omosessuali sono stati: stigmatizzati, denunciati, discriminati, sterminati, arsi vivi. Considerando che essi stessi per loro natura tendono a non riprodursi, mi sembra ovvio che questa tendenza sessuale sia radicalmente inscritta nel genoma della nostra specie. Considerando poi che tra gli stessi prelati la tendenza omosessuale è percentualmente presente in misura almeno analoga a quella presente tra i laici, mi domando: non è ormai giunto il momento di «mollare» almeno su questo punto? Mi sembra che, ora più che mai, si possa dire che «il re è nudo».

Secondo voi, la chiesa cattolica deve “mollare” sul tema dell'omosessualità? Oppure è giusto che segua la propria linea non lasciandosi condizionare da quanto accade dal momento che vuole essere (almeno nelle intenzioni) super partes?

Foto | Burbujas de deseo

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