A Roma, la farmacia che non vende preservativi "per motivi religiosi"

A Roma, la farmacia che non vende preservativi "per motivi religiosi"

Eccoci qua. 2010. Tra due anni per qualcuno dovrebbe pure finire il mondo e in Italia stiamo tornando sempre più indietro invece di andare avanti. A Roma, un ennesimo segnale di proibizionismo e dittatura, in questo caso persino incosciente e criminale. Una farmacia in zona Isola Tiberina non vende preservativi. Vi chiederete: li avrà finiti? Tutti hanno sentito l'arrivo della primavera e si sono fiondati con il trolley da riempire? No, non li vedono per scelta:

"Non li abbiamo per motivi religiosi"

È questa la risposta standard che vi sentirete dire alla richiesta di un profilattico. Attenzione, non stiamo parlando di una pillola per l'aborto o del giorno dopo. No. Qui stiamo parlando di salute e protezione. E chissà, magari consigliano come il proprio Superiore, di affidarsi alla preghiera... Dura la replica dell'Arcigay e del Codacons:

Se i primi parlano di scelta scellerata, i secondi invece sono ancora più discorsivi nel loro dissenso.

"È illegale non vendere condom. Altro che pillola del giorno dopo o pillola RU486, il preservativo è un presidio sanitario nazionale, tra l’altro sottoposto al controllo del Ministero della Salute, e in quanto tale ai farmacisti non dovrebbe essere consentito di rifiutarsi di venderlo"

Ma "per motivi religiosi", se qualcuno vuole fare sesso, in quella farmacia, non troverà un metodo per difendersi da eventuali malattie. E che amore per il prossimo sia.

Foto | RomeInItaly

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