Aumenta l’omofobia in politica. Tutta colpa dei gay?


Lamentarsi dell’oscurantismo che alcuni neo eletti Governatori di Regione stanno mettendo in atto non ha senso se, commettendo lo stesso errore di Pier Luigi Bersani e compagni, come comunità GLBTQ non riflettiamo sugli errori commessi. E qualcuno è stato fatto.

Concentrandoci tutti, operai dei mass media compresi, solo sui candidati dichiaratamente non eterosessuali forse ci siamo persi di vista gli altri che realmente per la causa omosessuale potevano fare qualcosa.

Al cammino verso il raggiungimento dei diritti dovrebbero partecipare tutti. Non solo chi fa comodo la tal legge. Se così fosse Barack Obama non sarebbe diventato presidente. A lui il voto i bianchi non l’avrebbero dato.

Se tale presa di coscienza fosse avvenuta prima probabilmente oggi a governare ci sarebbero dei rappresentanti a cui la regolamentazione delle coppie di fatto sta a cuore. E non dei novelli democristiani.

Nichi Vendola non ha vinto in Puglia perché gay. La sua omosessualità gli è servito tutt’al più per capire le altre minoranze. Nichi Vendola governa una maggioranza composta da tante persone diverse.

Piangere oggi non ha senso e non è democratico. L’omofobia di Roberto Cota poteva essere evitata votando Mercedes Bresso che insieme allo stesso Vendola e Piero Marrazzo aveva approvato un provvedimento a favore delle coppie di fatto. Etero ed omosessuale.

Piangere oggi non ha senso e non è democratico. Oltre a togliere il patrocinio al Pride, Roberto Cota ha iniziato la propria guerra contro la pillola abortiva Ru-486. Se davvero vogliamo per tutti un futuro migliore è arrivato il momento di capire che una, dieci, cento diversità insieme fanno una maggioranza.

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