Sesso gay: le esperienze più imbarazzanti che vi sono capitate?

Sesso gay: le esperienze più imbarazzanti che vi sono capitate?

In questo luna park emotivo e sentimentale del quale spesso siamo protagonisti (in)volontari, capita di incappare in appuntamenti o conoscenze che non solo deludono ma provocano un tale senso di imbarazzo da voler lentamente sprofondare o svanire, come piccoli acari nel vento. Nella mia esperienza da single, ho conosciuto alcuni ragazzi, con i quali magari mi incontravo per un caffè oppure per un cocktail. E poi magari poteva iniziare una conoscenza o una frequentazione: in molti casi avveniva il conosciuto effetto di vaporizzazione, per cui seguiva un silenzio spettrale e nessuno più si faceva vivo.

Ma tra i ragazzi con cui sono uscito e con cui, invece, ho avuto flirt c'è stato uno che non dimenticherò credo (ahimè) mai. Ci eravamo conosciuti ballando, una sera si era avvicinato dicendo la classica frase mai sentita "Ti ho visto anche l'altra settimana ma solo ora provo a presentarmi... piacere, Davide". Il sottoscritto era talmente effervescente quella sera che avrebbe anche dato corda all'uomo dell'impianto luci. Balliamo, ci baciamo e poi ci diamo appuntamento in un'altra occasione, scambiandoci il cellulare. E fin qua, niente di sconvolgente no?

Qualche sera dopo usciamo, mi porta a mangiare una pizza (niente polpetta alla "Lilli e il vagabondo", siete fuori strada) e passiamo una simpatica serata. Poi, dopo qualche altra uscita, mi propone di fermarmi a dormire a casa sua. Non abitavamo molto vicini. Tradotto: a Milano erano circa 12 fermate di metropolitana e calcolando che mi muovo con i mezzi, non era impresa facile tornare a casa. Così mi armo di pigiama, tracolla in spalla e mi reco da lui. Ennesima cenetta insieme, lui propone di prendere del vino, avvertendomi "Non reggo molto l'alcol". Poi usciamo e andiamo a casa sua. E lì, la sua coinquilina propone altro brindisi tutti insieme, fino a quando, dopo circa due ore di conversazione, si illumina con un "Oh, ma che stupida! Vi lascio da soli! Io vado a chattare con un ragazzo bellissimo! L'ho incontrato in chat... Guardate!". Mi fermo davanti al suo schermo e, tossendo, esclamo: "Ma è... lui in foto?" "Sì, sì... non è stupendo?!". Amaramente, esclamo: "Eh sì, è Antonio Sabato Jr.... un attore americano". Seguono suoi improperi e maledizioni verso il millantatore, ma almeno lascia me e Davide, da soli, in camera da letto:

Io ero impacciato, lui delirava e sparava un po' di cazzate, per cui non è che fossimo in una botte di ferro. Decidiamo quindi di "metterci comodi" sul letto a vedere un po' di tv, al buio. Scatta l'abbraccio, il bacio e lentamente ci sciogliamo. In quel periodo, io uscivo da una delusione d'amore, per cui ero deciso di "divertirmi" senza pensare troppo ad una possibile storia in arrivo. Inoltre, ammetto che Davide non mi faceva particolarmente impazzire: sì era anche carino ma più che altro cercavo di "farmelo piacere" per dimostrarmi che sarei riuscito ad andare avanti. Era una prova per me stesso. E dopo qualche abbraccio, qualche azione un po' più hot, entrambi siamo eccitati e lui viene per primo. Seguono suoi versi paragonabili a un esercito di orchi in battaglia, mentre alzano le spade di ossa e grugniscono qualcosa. A me mancava poco. Pochissimo. E in quel preciso istante, esattamente pochi secondi dopo la fine dei suoi versi, lui giacque immobile.

No, non era morto, nè svenuto. Si era addormentato ("Non reggo molto l'alcol") lasciandomi come un babbeo, nudo, eccitato, a pochi attimi dal "finale". Da solo. Come un minchione (passatemi il termine) mentre lui iniziava anche a russare vistosamente. Mi sono dignitosamente rivestito (per quanto il termine "dignitosamente" possa essere inserito in questa frase), ho ficcato il pigiama nella tracolla e l'ho svegliato. Più volte, perchè continuava ad annuire e riaddormentarsi. Quando poi ha capito cosa era successo, si è scusato, si è sentito mortificato, ma ormai io non me la sentivo più di restare lì a dormire con lui. Già non ero particolarmente ispirato dalla nostra alchimia, poi mi ha russato in faccia mentre ero a pochi secondi da un orgasmo... insomma, non era esattamente l'inizio migliore.

Risultato: ore 04,30 di notte, taxi mi riporta a casa. Spesa: 42 euro (pagati di tasca mia per fare l'uscita di scena trionfale, per poi battere la testa al muro di casa mia) e il rimanente della notte trascorsa a casa mia. Infine, pantaloni del pigiama dimenticati a casa sua. E ovviamente, mai più recuperati (non sono uscito in mutande, avevo i jeans...)

A voi mai successa un'esperienza imbarazzante o particolarmente "da dimenticare"?

Foto | HotMamaMia

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