Gay nel mirino in Ghana

ghanaUn attacco concentrico e senza precedenti sta colpendo le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender in Ghana.

Il governo - secondo la denuncia della International gay and lesbian human rights commission - ha prima di tutto proibito una conferenza gay e lesbica, ordinando al ministero degli Interni di individuare e arrestare gli organizzatori.

Poi il ministro dell'Informazione, Kwamena Bartels, ha sottolineato che la "conoscenza carnale innaturale" è illegale secondo le leggi del paese e "omosessualità, lesbismo e bestialità sono offese in base alle norme del Ghana".

Il problema è che almeno finora - nonostante le leggi anti-gay - parlare di questi argomenti era consentito o almeno tollerato; ma la marea anti-omosessuale è montata dopo un intervento alla radio di Prince MacDonald, presidente dell'associazione gay, lesbica e transessuale del Ghana, che chiedeva appunto al governo di riconoscere l'esistenza dell'omosessualità, anche per combattere meglio la diffusione dell'Aids.

La reazione, invece, è stata furibonda sia da parte delle autorità sia dalla chiesa pentecostale. Ma in fondo la vicenda è servita a scoperchiare un tabù: in Ghana l'omosessualità esiste e non è un "contagio" occidentale.

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