A Berlino si apre una disputa sul bacio lesbo per commemorare l'Olocausto

Di quanto la storia ci appartenza, e in parte sia ancora da raccontare, ce lo rivela quello che sta accadendo in questi giorni a Berlino. Si discute se sia possibile e opportuno rappresentare la tragedia dell'Olocausto sovrapponendolo all'amore tra due donnne che si scambiano serene e dolci effusioni di baci. Di fronte al Memoriale che ricorda uno dei periodi più esecrandi e vergognosi della nostra storia, esiste un rettangolo di cemento con una apertura ad altezza d'uomo dove si può assistere ad un filmato con due uomini fissati in un perenne bacio amoroso. Quel bacio sembra essere il riscatto dell'amore sull'odio; del sentimento contro la umana satrapia.

A maggio, i due uomini avrebbero dovuto cedere il passo a due donne che compivano lo stesso gesto affettuoso. Ma si è aperta una polemica tra una ventina di personalità, alcuni movimenti omosessuali e associazioni che hanno scritto una lettera aperta al ministro della Cultura Michael Neumann e al sindaco dichiaratamente gay di Berlino, Klaus Wowereit. Secondo i firmatari, quel secondo filmato era scorretto; di più: avrebbe falsato la storia.

Alexandre Zinn, membro della fondazione che gestice il memoriale, ricorda che almeno 10 mia furono i gay deportati nei lager nazisti, ma:

“non è stato ancora stabilito storicamente un solo caso di donna lesbica deportata. Ci sta a cuore la verità storica del monumento, mostrare un bacio lesbico sarebbe una deformazione e una falsificazione della Storia che non possono essere giustificate scientificamente“.

Se Zinn ha ragione, e ha ragione, altrettanto si può affermare che i "triangoli rosa" sono stati tra i peggiori e più vessati prigionieri nelle macellerie naziste: erano una vergogna tale - anche agli occhi degli altri prigionieri - da essersene persa quasi la memoria. Oggi, credo, sono ancora in vita uno o due scampati all'orrore dei campi di concentramento nazisti; qualche testimonianza, nulla di più. Il dolore è stato così intenso, inenarrabile da portare al silenzio gli omosessuali sopravvissuti.

Tante le cose che la storia non ci ha ancora raccontate; tra queste potrebbero esserci narrazioni di sofferenza da parte di qualche lesbica in una condizione storica dove non tutto si narrava e poteva essere narrato. Sarebbe come dire che non esistevano lesbiche nel Terzo Reich e nei Paesi occupati dagli sgherri di Hitler, e quindi nessuna persecuzione.

Più probabile che l'omosessualità maschile sia stata perseguitata e affrontata con maggiore determinazione e sofferenza dei soggetti. I "Triangoli rosa" subito dopo l'internamento venivano sottoposti a sevizie, maltrattamenti, usati come cavie da laboratorio. Si racconta che per loro eistesse la possibilità di riscatto; che durante la prigionia fossero costretti ad avere rapporti sessuali con donne. Chi non ce la faceva, o fingeva, veniva destinato al calvario finale.

Tornando alla discussione iniziale, a sciogliere il bandalo delle polemiche è il ministro Neumann che difende il ricambio del filmato. Secondo quanto afferma, era nelle intenzioni iniziali degli artisti Ingar Dragset e Michael Elmgreen, che quel bacio gay e successivamente quello lesbico dovessero rappresentare le ingiustizie e le discriminazioni patite da gay e lesbiche, senza distinzione:

La possibilità di utilizzare un bacio lesbico nel video proiettato nel memoriale - ha dichiarato Neumann - non ha in alcun modo lo scopo di mettere sullo stesso piano la persecuzione di uomini e donne omosessuali sotto il regime nazista. La ricerca dimostra che la persecuzione delle donne lesbiche da parte del regime nazista non è stata paragonabile a quella degli uomini omosessuali. Ma questo è anche chiaramente spiegato in una targa sul monumento.”

Tutto a posto? Vedremo! Di certo, l'opera di Dragset e Elmgreen, lasciano un monito per le odierne e future generazioni: una parte di storia è stata agonia, morte, persecuzione, per milioni di esseri umani. L'odio ha vinto su tutto e tutti e nell'uomo quell'odio è riuscito - e riesce ancora - a tradursi nelle peggiori nefandezze, nei peggiori istinti possibili.

La persecuzione nazista verso gay e lesbiche è ancora tutta da scrivere, tutta da narrare. Forse resterà, nella sua inumana ferocia, nel silenzio di chi non c'è più.

Via e Foto/ Giornalettismo

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