Matrimoni gay. La sentenza il 12 aprile. La reazione del Movimento lgbtq

Matrimoni gay. La sentenza il 12 aprile. La reazione del Movimento lgbtq

Nulla da fare. Se ne parlerà nella settimana del 12 aprile, così come aveva pronosticato qualcuno. La Corte Costituzionale, dicono fonti di agenzia, ha deciso che del ricorso delle coppie omosessuali che si son viste negare dal proprio Comune il diritto all'accesso al matrimonio, necessita di riflessione e quindi di tempo. Probabilmente hanno pesato elementi non detti e professati, ma per oggi come per i prossimi giorni non se ne fa nulla.

Su cosa posso fare la Consulta in quella data di aprile, lo hanno magnificamente scritto molti dei commenti al post di ieri. Altri ne verranno a illuminarci sulla delicata questione.

La cosa che più si evince è la probabilità che la Corte richieda un intervento del Parlamento in materia e/o indicando alcuni principi dove può agire il legislatore. Probabilmente, altra causa non peregrina, si vorrebbe accorpare a questa mancata decisione, il ricorso degli altri due tribunali in materia.

Ovviamente sono soltanto ipotesi e riflessioni, ma il rinvio potrebbe essere stato causato da molti fattori, per lo più politici. Una sentenza pro o contro, oggi avrebbe scatenato una ridda di dichiarazioni diverse e contrapposte. Si sta svolgendo una campagna elettorale rissosa, dai toni accesi, come mai ci avevano abituati i nostri "affettuosi" politici. La sentenza, è probabile, avrebbe acceso ancora di più la miccia.

Non va neppure dimenticato che la nostra politica è a uso e consumo della gerarchia ecclesiastica vaticana. Una sentenza positiva in merito ai matrimoni omosessuali, avrebbe scaldato parecchio la CEI e forse anche il papa. Non è un caso che proprio parlando di elezioni e politica, nei giorni scorsi, Bagnasco abbia ribadito con forza che il matrimonio naturale è quello fra un uomo e una donna. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Senza mai dialogare e senza conoscere la vita e i desideri delle coppie di fatto, parte della politica conservatrice si era già dichiarata ieri contro i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Tutti convinti che qualche cosa va fatta per le coppie di fatto omo, per proteggere la vita delle persone lgbtq; tutti d'accordo che l'omofobia è un cancro sociale per poi non far nulla; lasciare che le cose marciscano col presente e nel loro disinteresse. Non è un caso che si disinteressino persino di avere il voto omosessuale.

Difficile questa nostra Italia; qualcuno preso da esasperazione ha fatto le valigie e finito in qualche altro Paese meno sacerdotale di questo. La vita e i sogni delle persone lgbtq vengono perennemente calpestati da un odio sociale; da una politica ferma al Concilio di Trento; da una chiesa che domina il pensiero culturale, sociale e politico.

I giudici avrebbero potuto decidere oggi quel che hanno rimandato a un prossimo domani. Fiducia in loro, sempre e anche in caso di responso negativo. Le battaglie per i diritti non devono fermarsi, perché fermeremmo le nostre libertà e il diritto alla nostra stessa dignità di persone.

Chissà se oggi è il preludio di una tempesta o di un bel sole primaverile.

Pubblichiamo il Comunicato di Certi Diritti, prima, e di Enrico Oliari, presidente di GayLib, poi, anch'egli coinvolto nella decisione della Consulta. E quella di Arcigay.

“La decisione della Corte costituzionale di rinviare a dopo le festività pasquali la decisione sul merito dei ricorsi di alcune coppie gay, ci fa ben sperare. La richiesta di maggior tempo per una decisione della Corte potrebbe significare che quanto illustrato dal Collegio di difesa, composto dai Professori Marilisa D’Amico, Enzo Zeno Zencovich e Vittorio Angiolini e dagli Avvocati Massimo Clara, Francesco Bilotta, Alessandro Giadrossi ed Ileana Alesso merita attenzione e approfondimento rispetto ai principi volti al superamento delle disuguaglianze come indicato dalla Costituzione italiana. Attendiamo con fiducia e speranza la decisione della Corte Costituzionale e ci auguriamo che il cammino intrapreso con la campagna di Affermazione Civile, incardinato con Avvocatura lgbt Rete Lenford, raggiunga quanto prima l’obiettivo dell’accesso all’istituto del matrimonio gay per le coppie dello stesso sesso”.

Ed ecco quella di GayLib:

“Non è un male che la Consulta abbia rinviato la decisione al 12 aprile. Visto il clima da mercato delle vacche di questa campagna elettorale agli sgoccioli anche i diritti gay sarebbero divenuti, in un caso o nell’altro, carne da macello mentre nel mezzo ci sono le vite e le dignità di troppe persone ed è importante che queste non vengano confuse nell’atmosfera rovente di questi giorni”

Arcigay per dichiarazione del suo presidente Patané:

Un obiettivo lo abbiamo già raggiunto. Il dibattito è ripreso con il coinvolgimento di giudici, avvocati e costituzionalisti: un mondo che prima era estraneo a questo problema forse proprio a causa della nostra mancanza di iniziativa. Siamo riusciti a portare il problema sul piano giuridico sottraendolo al conflitto ideologico che ne fa una battaglia soltanto di una parte o dell’altra. Siamo ottimisti sulla decisione della Corte – ha aggiunto Patané – ma anche se non dovesse darci ragione siamo sicuri che le motivazioni offriranno nuovi spunti di approfondimento per continuare la nostra battaglia. Non è escluso, ha concluso, eventualmente neanche il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo".

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