Mina e i gay: Platinette, Gennaro Cosmo Parlato, Manuel Agnelli e Marco Mengoni



Per i molti giovani lettori di queerblog.it che si chiedono perché il compleanno di Mina debba essere festeggiato anche dalla comunità GLBTQ abbiamo deciso di spiegarvi il perché cercando accuratamente di evitare tutti i cliché che Fabio Canino puntualmente sfodera quando parla di Raffaella Carrà.

Davanti Mina, Platinette si scioglie. Sempre. Poco importa chi sia a farle le domande sulla sua artista preferita. Platinette si illumina discostandosi dal trash televisivo che sovente rappresenta.

In uno speciale mandato in onda da Lei la più famosa drag queen italiana spiegava che l’amore per la tigre di Cremona è nato dopo aver capito che la voce della cantate è talmente potente da essere nello stesso momento angelica e demoniaca.

Mina è una delle poche che riesce a valorizzare le soubrette della comunità gay preferendo le menti alle maschere. Gennaro Cosmo Parlato, cantante diventato noto con una cover di “Maledetta Primavera”, è riuscito a dimostrare grazie a lei e alla canzone “Fragile” che Mina scelse per l’album “Bula Bula" che non era solo un uomo truccato solo per elogiare alcune della cantanti migliori italiane.

Mina non ha paura delle minoranze. Anzi. Il recente duetto con Manuel Agnelli, portavoce (secondo molti) della scena underground italiana, lo dimostra. Il leader degli Afterhous non è nuovo ad esperienze come queste. Indimenticabile è il bacio che il cantante diede a Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus nel videoclip “Pensiero Stupendo”.

Mina non fa differenza tra re e regine. Su Marco Mengoni non ha dubbi. Crede nel suo talento probabilmente molto più del diretto interessato, presentatosi al festival di Sanremo con “Credimi Ancora” tratto dall'album di esordio “Re Matto”.

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