La Corte UE per i diritti: un gay può subentrare in contratto d'affitto del convivente


La sentenza è di qualche settimana fa, ma sono stati lumini di informazione che si sono occupati della vicenda. Pare che la stampa generalista non si interessi molto a certe vicende; per loro non fanno notizia. Figurarsi se si tratta di vicende che riguardano gli omosessuali. Agli inizi di marzo la Corte Europea per i diritti dell`Uomo ha riconosciuto a un uomo il diritto di subentrare nel contratto d`affitto del suo compagno convivente. L'uomo aveva chiesto al suo comune di residenza il subentro ricevendo risposta negativa. In Polonia, dove i due vivono e convivono non esistono norme che tutelino le coppie omosessuali. Il Tribunale a cui l'uomo si era rivolto in patria aveva dato ragione al comune e quindi niente da fare. L'uomo però non si è perso d'animo e ha deciso di ricorrere alla Corte europea.

La sentenza ha dato ragione all'uomo, specificando che non è possibile riconoscere alcune tutele alle convivenze eterosessuali e precluderle a quelle dello stesso sesso in ragione del proprio orientamento sessuale. Era palese una discriminazione verso la coppia omosessuale. Da lì la condanna contro la Polonia per aver violato il principio di non discriminazione.

Certo esiste il principio - tenuto in considerazione anche dalla Corte europea - adottato in tutti i Trattati europei che lascia agli Stati la potestà in materia di matrimonio e norme familiari, a allo stesso tempo, dicono i giudici, la tutela della famiglia tradizionale non può impedire il riconoscimento di un`evidente evoluzione sociale. Insomma la questione al di là del fatto polacco, potrebbe riguardare anche noi, se come dicono quelli della Corte il vulnus è la discriminazione nei confronti di alcuni cittadini, mentre per altri la tutela è assicurata

Questione che conoscono bene le organizzazioni lgbtq nostrane e coloro che si occupano di spiegare che il nostro ordinamento giuridico è obsoleto e a volte parecchio discriminante. Non possono esserci due categorie di giudizio; non possono esserci leggi che salvaguardano i diritti per alcuni e li negano ad altri.

In questi anni, nonostante i richiami dall'Europa, i nostri governi, poco e male si sono occupati dei cittadini lgbtq. I principi di eguaglianza, sanciti dalla nostra Costituzione, sono disattesi, cancellati. Se e quando ci si è occupati di noi, la politica ha tentato strade di mediazione, di una salvaguardia dei diritti rivelatasi inefficiente e compromissoria. E parecchio ambigua!

Va anche ricordato che il Comitato sugli affari giuridici e i diritti umani del Consiglio d`Europa il 16 marzo ha chiesto agli Stati membri di garantire i diritti delle coppie dello stesso sesso.

Molti come la Polonia e l'Italia fanno orecchie da mercante.

Foto/Gutter

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