Poliziotto gay da vittima a colpevole: licenziato per aver proposto sesso in divisa

Poliziotto gay da vittima a colpevole: licenziato per aver proposto sesso in divisa

Per comprendere pienamente quello di cui vi parliamo in questo post, è necessario fare un passo indietro. Siamo nel 2004 e un agente della polizia di Stato di Roma, denuncia due uomini, accusati di averlo aggredito nella propria abitazione, invitati inizialmente proprio dalla stessa vittima inconsapevole. Il problema nasce quando, durante l'indagine, i colleghi scoprono che l'uomo frequentava siti gay e diceva di essere disposto a fare sesso in divisa. E qui la situazione, possiamo dire, si capovolge del tutto.

Accusato di aver violato "l'onore della divisa", il capo della polizia apre un procedimento contro di lui e infine, viene pure sospettato di aver simulato l'aggressione subita: in realtà era solo il risultato di un gioco erotico finito male. Cosa che, inizialmente, non è parsa così, visto l'apertura delle indagini e la scoperta delle personali abitudini sessuali...

Viene assolto in primo e secondo grado dall'accusa di simulazione ma ormai il provvedimento intrapreso contro di lui, l'ha portato alla destituizione di tutti gli incarichi. Addirittura, per il Consiglio di Stato, si parla di un grave comportamento contrastante con i doveri assunti con il giuramento:

La sentenza dichiara, testualmente:

"Non può essere certamente connotato di tenuità il comportamento di un agente di polizia istituzionalmente preposto alla tutela dell'ordine, che come nella specie, in contrasto con i doveri di lealtà e correttezza assunti con il giuramento, sia rimasto coinvolto in fatti come quelli sopra menzionati"

La storia mi ricorda un po' la vicenda di Fabrizio Caiazza, il vigile milanese finito nell'occhio del ciclone per aver sfilato in divisa, durante un concorso gay...

P.s. Ah, dimenticavo: gli aggressori dell'agente di polizia non sono mai stati trovati eh...

Foto | Villag

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