È morto Giovanni Buzi, scrittore, pittore e insegnante che ha narrato aspetti della vita gay

Ã�� morto Giovanni BuziDopo una lunga lotta contro il tumore è morto, a quarantanove anni, Giovanni Buzi, pittore, scrittore e insegnante. La notizia della morte l'ha data Laurent Vogel, “il suo compagno di vita e amore dal 1984”, come si firma. Avevamo conosciuto Giovanni in occasione della pubblicazione del suo romanzo Uragano. Storia di un apprendista schiavo che aveva avuto un'accoglienza particolare da parte del pubblico e anche da parte dei lettori di Queerblog. Scrive Laurent:

Il suo umanesimo ateo si manifestava con una curiosità universale. La scoperta di altre persone, di altre culture, d’altre fonti di bellezza non hanno smesso di animarlo. Per lui l’unica oscenità era l’arroganza dei potenti e la rassegnazione dei sottomessi.

Il primo romanzo di Giovanni Buzi sul mondo gay è Faemines (Libreria Croce, 1999) che inizia con la descrizione di Monte Caprino, luogo storico del battuage gay della capitale. Ecco alcuni passi del primo capitolo:

Quella macchia scura è il Monte Caprino.
Questo nome non vi dice granché?!
Non conoscete il Sacro Giardino che respira su uno dei luoghi più antichi del mondo: le pendici scoscese del Campidoglio?
Là si alzavano templi di Dei eterni, là è ancora sospesa la Rupe Tarpea, luogo di voli senza ritorno. Là erano in vedetta le Sacre Oche dei Romani. In una delle sue grotte viveva fino a pochi anni fa la vera Lupa di Roma. No, non una statua, la Lupa in carne ed ossa. Non ci credete... Eppure c'è chi la sente ancora di notte ululare.
Saliamo?
Non abbiate paura...
Non è che terra inesplorata, regno della notte, luogo d'assenze. Intreccio di scale e muraglioni, labirinto d'alberi ed ombre, il cui solo Mostro è Arianna che non riesce a perdere il filo. Qualche lampione ci aiuterà ad ingarbugliare le tenebre. Non preoccupatevi, non incontreremo che l'eco di sospiri, apparizioni, scie luminose...
Nel Sacro Giardino abitano esseri che scivolano lungo i muri, passeggiano lenti intorno ad alberi, a monconi di colonne, sgattaiolano su e giù per scalinate, si siedono e restano immobili su schegge di templi, spariscono acquattati tra le ombre, tra i muschi umidi dei cespugli. Non abbiate paura, non possono farci del male... farfalle notturne, sono nati per svolazzare poche ore e poi sparire.
Ecco! Guardate laggiù, ce ne sono due invischiati tra gli arbusti di quel cespuglio. Riuscite a vederli? L'indovinate tra le foglie...
Un attimo, parlano.
Facciamoci ombra nell'ombra e spiamoli...

Riposa in pace, Giovanni!

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