A Paola

Ci sembra doveroso pubblicare sul nostro blog la lettera che l’arcilesbica di Roma ha scritto a Paola la ragazza di Torre Del Lago violentata la sera del 18 agosto da due ragazzi di Viareggio.
Paola è stata violentata per punire il suo essere Lesbica.
Paola ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto.
Denunciare lo stupro è un atto importante perché pone la donna nella condizione di non sentirsi colpevole, ma vittima di un crimine, denunciare uno stupro e dichiarare che è accaduto perché volevano punire il proprio essere Lesbica è un gesto doppiamente coraggioso e importante, anche noi vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Paola.

Cara Paola,
ci rivolgiamo a te in modo confidenziale perché a noi sei cara, e cara e preziosa devi essere per il tuo coraggio a tutte le donne e a tutte le lesbiche.
Ci sono casi in cui il silenzio non è d'oro, questo è l'insegnamento che riceviamo dalle donne, che, in ogni luogo del mondo, decidono di rompere il silenzio, di trasformare la paura ed il dolore in parole ed azione. Sappiamo quanto questo sia grave e penoso e te ne siamo grate.
La Regione in cui vivi si distingue per le sue leggi avanzate in tema di discriminazioni e per Torre del Lago, dove ogni anno accorrono a migliaia da tutta l'Italia, perché la "Friendly Versilia" è un luogo dove ci si diverte sentendosi accolti.
Così Torre del Lago è diventato un bersaglio dell'odio e tu hai dovuto subire la più orribile offesa.
Leggiamo che i Carabinieri ti hanno consigliato il silenzio con la speranza che i tuoi aggressori si sarebbero vantati in giro della "bravata". Forse "bravata" è una esagerazione giornalistica, ma poco importa, sappiamo che questo è ancora oggi il modo di pensare di molti.
Sappiamo che il tuo lavoro non è ancora finito perché oltre a doverti difendere dal male che ti è stato fatto, hai anche deciso di affrontare l'offesa dell'indifferenza, l'ostilità di chi vorrebbe che si ripristinasse il silenzio, di chi non vuole sentire, accettare, né capire il significato di uno stupro.

Il tuo stupro, come tu per prima lo hai definito, è un reato d'odio. I tuoi aggressori ti hanno colpita perché sei lesbica, perchè in nessun modo è possibile afferrare e riportare una donna come te, e come noi, sotto il "corretto" controllo sociale, ma si può colpirla ferendola nel corpo e nella mente.
Le tue parole hanno sollecitato dichiarazioni e promesse di uomini e donne del nostro governo che mai avremmo pensato di leggere, almeno in tempi così rapidi.
Cosa accadrà quando si sarà smorzata l'ultima risonanza della tua accusa?
Sappiamo già cosa accadrà se non ci sarà nessuno a continuare il tuo lavoro; non vogliamo che accada, non oggi, non in questo paese.
Sappiamo invece cosa potrebbe accadere, ed oggi osiamo un po' più di ieri immaginarlo, se continueremo a parlare, a denunciare, chiedere, pretendere e lottare.

Con l'abbraccio di tutte le donne del circolo.

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