Michel Platini: nel calcio è difficile dire di essere gay

Prosegue l'ottuagenaria disputa su omosessualità e sport. Tra i campioni, c'è chi dice che di omosessuali non ce ne sono; chi chiosa di averne sentito parlare ma non ne ha mai incontrato uno; chi, più onestamente, afferma che sì, i gay nello sport ci sono, ma guai a parlarne, impensabile che escano allo scoperto. Se poi si tratta del più longevo e maschilista tra gli sport, il calcio, allora l'omertà si fa obbligo e i silenzi stridenti. E tanto per mettere le cose a posto, qualche nostrano sbeffeggia leggi straniere dove gli omosessuali si amano, si sposano e adottano. C'è, per la verità, omofobia nel calcio e nello sport in generale, e non è una novità.

Ora, a dare un flebile barlume di discussione, è sceso in campo, un signore del pallone, un campione di altri tempi oggi presidente della UEFA, monsieur Michel Platini. Intervistato da Piero Chiambretti nel suo esilarante talk show di Italia Uno, l'ex campione juventino, ha per la verità mantenuto lo stesso aplomb dei suoi colleghi, dando però qualche spiegazione che potrebbe far capire qualcosa di non detto e di molto pensato: che anche nel calcio gli omosessuali ci sono, seppur non palesi e per mille ragioni. A Chiambretti che lo interroga su omosessualità e calcio, Platini risponde:

“Non ho mai saputo se c’erano personaggi gay, l’ho scoperto dopo. Non l’hanno mai fatto sapere e 20 anni fa era difficile esprimerlo. Ed anche oggi dire di essere gay negli spogliatoi è difficile; siamo in un mondo di macisti”

Possibile che nessuno sappia o abbia saputo di omosessuali nello sport e, in questo caso, nel calcio? Salvo rari casi, le cose si son messe a tacere, vuoi per non scatenare le curve sud, vuoi perché anche i compagni non avrebbero visto di buon occhio il gay tra loro. Peccato che lo sport dovrebbe essere una disciplina del corpo ma anche della tolleranza e del rispetto. E non lo è se non di rado!

Dire, magari, di essere omosessuali, dentro o fuori gli spogliatoi, certamente aiuterebbe a combattere l'omofobia, a dire agli sportivi che l'omosessualità va vissuta tranquillamente fuori e dentro lo sport. Ma si sa, certe cose son dure da comprendere, e credo che anche molte società non accetterebbero volentieri campioni omosessuali. Peccato per lo sport!

Foto| juventusclubalpeadria

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