A Verona a un dibattito sulle diversità viene invitata Arcigay. E il Pdl insorge!

Verrebbe da dire: cose dell'altro mondo! Secondo alcuni altolocati del Pdl, parlare di diversità non include gli omosessuali e l'omosessualità. In quel seminario che si svolgerà a Verona, venerdì e sabato prossimo e che ha per titolo Diversità come valore, gli omosessuali non devono essere contemplati, figurarsi una loro infausta partecipazione. Ne sono convinti i pidiellini veronesi guidati dall'ex assessore provinciale Maria Luisa Tezza e dall'ex presidente del consiglio provinciale, Massimo Galli Righi, che hanno sollevato un polverone sull'iniziativa protestando vivacemente contro il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, che ha avvallato il programma e concessa la Sala Rossa della Provincia.

Per loro, le diversità erano quelle trattate dalle Acli, del Cestim, della Comunità di Sant'Egidio, del Consiglio Italiano per i Rifugiati e dell'Enar (European Network Against Racism); mica anche quelle di Arcigay. Che fossero anche loro patentati a dibattere di diversità? No, certo che no! E così hanno riempito di mail di contestazione, la posta elettronica del presidente provinciale.

Giovanni Miozzi, eletto lo scorso anno nelle liste Pdl, non si è fatto intimidire dai suoi colleghi politici; tra le tante competenze istituzionali ha anche quella sulle Pari Opportunità e, a quanto è dato sapere, i gay in questo diaframma di discussione ci possono stare benissimo. A trattare di diversità, verrebbe a chiunque l'idea di invitare qualche esponente del mondo omosessuale. Chissà cosa avevano in testa i contestatori del seminario, cosa pensavano si dovesse discutere in un tema sulle diversità.

Bene ha fatto Miozzi a rispondere sulla concessione all'Arci dell'utilizzo della Loggia di Fra' Giocondo per il seminario:

"La sala consiliare viene data in uso, secondo le disponibilità, a chiunque ne faccia richiesta, perché i luoghi delle istituzioni sono a servizio dei cittadini e non un posto di potere isolato e chiuso all'esterno. Non c'era motivo, dunque, di negare la sala a un'associazione veronese che ne aveva fatto correttamente richiesta per un incontro fra l'altro patrocinato da Enar (network europeo contro il razzismo) e Unar (ufficio nazionale contro le discriminazioni)".

Poi, tanto per far capire che certe contestazioni servono solo a scopi propagandistici o per non irritare qualche alto prelato, Miozzi ricorda che, nel bene e nel male, siamo uno Stato laico, e quindi in totale disaccordo con chi si fa portavoce di "uno spiacevole moralismo":

"L'idea di vita che propone l'Arcigay non corrisponde certamente alla mia, tuttavia mi batterò ogniqualvolta sarà necessario per difendere il diritto di parola che non può essere negato a nessuno".

Meglio di così!

Foto | baslow

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