Tra Busi e Fiacchini c'è di mezzo la Ventura. E ora arriva anche la Trump

Fonti di informazione televisiva avvisano che la miliardaria Ivana Trump è già in Nicaragua e domani sbarcherà sull'isola dove in questi giorni i concorrenti non si son fatti mancare nulla in liti e dissapori. Curioso che a fare gli onori di casa sarà proprio il muscoloso Rossano Rubicondo, ex partner della Trump con cui è in corso una causa di separazione. La biondissima signora Ivana Marie Zelníčková, mentre lotta per mantenere il nobile cognome dei Trump si è data parecchio in televisione. La cecoslovacca sessantunenne ha partecipato all'ultima edizione del“Celebrity Big Brother” (il “Grande Fratello Vip” inglese), riuscendo a piazzarsi al settimo posto. In qualche modo è già allenata a sopportare le furiose liti che si consumano quotidianamente nel fazzoletto di terra nicaraguense della Wild Cane Cay.

Top secret il compenso che spetterà a Ivana, ma di certo non sono briciole di monetine. Farà un po' quello che è toccato nella passata edizione alla showgirl Valeria Marini: se ne starà per un po' tra i naufraghi e poi se ne tornerà senza colpo ferire alle sue vicende librarie e ai suoi atelier. Farà comunella con la "Venere" di Milo, come l'ha recentemente battezzata Aldo Busi, o con lo stesso, iroso, ironico scrittore? O, a beneficio delle telecamere, si immergerà nei panni della miliardaria "de noantri" e troverà irresistibili i bicipiti di Davide e le discussioni in puro dialetto romanesco alla Belli? Vedremo!

Intanto a far discutere - ma già succede dall'inizio di questa settima edizione - è sempre lui, Aldo delle irosità e dei dinieghi. Umanità verso se stesso e poca comprensione verso gli altri concorrenti. A farne le spese, per ultimo, ma non ultimo, il giovane Roberto Anselmi, fregiato del cognome del cantautore Renato Fiacchini "Zero" che lo ha adottato davanti al presidente della Prima sezione del tribunale civile di Roma, nel marzo del 2003.

L'altra notte, come fosse ad una trasmissione di Marzullo: "si faccia una domanda e si dia una risposta"; Aldo si chiedeva del perché avesse accettato di partecipare al reality. E subito si dava la risposta: per vanità! Con uno così, la produzione, gli autori, la stessa Ventura, comprendono che può risultare antipatico a tanti, ma da quando il reality è reality, le liti sono il sale, l'umus del programma; altrimenti diventerebbe l'isola dei salamelecchi. Non che sia solo il Busi a litigare con gli altri che se dicono magari di peggio; ma quel che viene fuori dal montichiarino è pura prosa diverbiale, irresistibile e mai definitiva. Restiamo convinti che Busi sia uno dei pochi ad aver capito che si tratta di un gioco, perverso, ma sempre una gara dove chi vince si mette in tasca un bel gruzzoletto, e se ci metti la diaria e tutto il resto, si campa meglio. E poi, chissà, che da questa avventura non ne venga fuori un altro libro dove l'Aldo potrà stupire persino i suoi detrattori attuali.

Su quello che è capitato tra lui e Roberto, si è già consumato abbastanza per tornarci. C'è, però, che molti di noi hanno visto ai Gay Pride, alle manifestazioni organizzate dal movimento, l'Aldo; mai Renato. C'è che mentre noi dibattiamo sulle adozioni, invise a molti per oscure e mai capite ragioni, chi se lo può concedere, entra senza bisogno del movimento, nell'istituto caro a tanti. Lo ha fatto l'artista Zero o il compositore e fondatore del Festival di Spoleto Gian Carlo Menotti con un certo Francis.

Credo, come tanti, che la reazione di Busi sia stata parecchio esagerata; poteva far comprendere al fortunato Roberto e a molti di noi, l'ipocrisia di certe leggi, le battaglie che le persone lgfbt stanno facendo da tempo per i loro diritti. Se queste cose le affronti con l'ira e una soluzione finale, quanto drastica del "me o lui", pochi capiscono quel poco che sanno; non siamo tutti Busi o militanti del Mieli o di Arcigay, suvvia!

Poteva ad esempio spiegare e farsi spiegare di quella volta che Zero fece infuriare Arcigay per una sua dichiarazione a "Domenica In", quando raccontando come era riuscito a non far la naia, paventando una mise da "Rocky Horror Picture vShow", decretò a favore del colonnello:

"Siamo di tutt'altra pasta". E si beccò dallo Staffelli un tapiro.

Anche Fabio Canino, non lesinò critiche:

"Renato è l’ipocrisia fatta persona, è l’anti icona gay per eccellenza. Rappresenta tutto quello che la comunità gay detesta. Ovvio, niente da dire su di lui come artista”.

A dar di colpo al cerchio e alla botte, non è mancata ora la causticità di Alessandro Cecchi Paone:

"La cosa importante è che si faccia tutto in buona fede: non mi piace il modo in cui Aldo si pone, anche con le continue battute a sfondo sessuale. Per me sbaglia il modo ma dice una cosa vera: purtroppo Renato si è infilato da tempo in un tunnel dell’ambiguità attraverso i costumi, le parole, i modi, il suo lavoro. Poi sembra che negli ultimi tempi stia regredendo, lasciando tanti omosessuali suoi appassionati un po’ delusi".

Insomma, domani continua la telenovelas. A sedare gli animi ci penserà lei, la mattatrice del programma Simona Ventura. A Busi toccherà la parte dell'istrione, del troppo saccente, e chissà se davvero vorrà abbandonare l'isola o intenderà continuare a sfibrare la poco resistenza degli altri concorrenti. Forse, qualcuno, azzarderà una nomination. Ma l'osso è davvero duro e la fame tanta.

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