Lettera aperta di Carlo Cremona ad Alessandro Preziosi: "Vieni al Gay Pride di Napoli con la tua famiglia!"

Lettera aperta di Carlo Cremona ad Alessandro Preziosi: "Vieni al Gay Pride di Napoli con la tua famiglia!"

Carlo Cremona, Presidente Associazione i Ken ONLUS e membro del Comitato Napoli Pride 2010, ha deciso di scrivere una lettera pubblica ad Alessandro Preziosi, proprio in merito alle dichiarazioni dell'uomo sulla propria contrarietà al matrimonio gay. Nelle sue parole ricorda il momento in cui erano compagni di classe, insieme: lui il burlone, divertente e affascinante, Cremona invece il ragazzino insicuro, invaghito segretamente di lui e della sua bellezza da principe azzurro ideale.

Poi le strade si sono divise e qualche tempo dopo, Preziosi era già diventato padre, mentre lui si era fidanzato con un ragazzo, tale Marco. E con Marco, la relazione dura da più di 16 anni:

"Mai mi sono permesso di giudicare le tue scelte di vita né di entrare nel merito “Sacro” o “Santo” delle tue scelte, perché tu devi entrare nelle mie usando la stampa? Non ho gli stessi tuoi diritti a vedere riconosciuto il mio amore come tu il tuo?"

Parole sincere, a cuore aperto, non verso un qualunque vip, ma nei confronti di una persona che ha conosciuto da quando erano ragazzini.

"Eppure oggi tu parli di cose delicate senza valutare gli effetti delle tue dichiarazioni. Tieni in considerazione la felicità dei tuoi parenti quando lo fai?"

E così, Cremona presenta all'attore di "Mine Vaganti", l'iniziativa del gay Pride di quest'anno, che si terrà proprio a Napoli:

"Vedi Ale, questa tua dichiarazione capita proprio nell’anno in cui il nostro Pride nazionale sarà nuovamente a Napoli. Il Napoli Pride si chiamerà "Alla Luce del Sole" ed è un invito ad Amarsi senza nascondersi, ed a rifiutare l’amore definito dagli ignoranti e dai fascisti come anormale."

E lancia l'invito all'uomo e alla sua famiglia:

"Io vorrei parlarne con te, discuterne e farti vedere aspetti della nostra vita che so, che non hai neppure preso in considerazione. Ti invito a farlo per me e per i nostri amici comuni che ancora vivono sotto il velo del della vergogna di un amore clandestino. Vorrei che ripensassi a ciò che hai detto e venissi con me al Napoli Pride, con la tua famiglia con i tuoi figli."

Cosa ne pensate di questa lettera pubblica? Un gesto di aperturà e integrazione intelligente e interessante, oppure ritenete che sia superfluo? Siete dell'idea che non valga la pena (e non debba essere necessario) dover invitare qualcuno ad appoggiare i nostri diritti? Diteci la vostra opinione...

Foto | Repubblica

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