Una psico setta alla sbarra per violenze e truffe. A un padre chiesero 50 mila euro per guarire il figlio gay

Una psico setta alla sbarra per violenze e truffe. A un padre chiesero 50 mila euro per guarire il figlio gayI racconti che fanno i testimoni e alcuni adepti sono da film dell'orrore; un orrore durato per anni verso i più deboli, i malati, gli omosessuali. Una vera e propria manipolazione delle menti, violenze, esperienze terrificanti. E in più la beffa del denaro estorto con false promesse di guarigioni. È stata la Digos di Bari a scrivere la parola fine per un gruppo di undici elementi che avevano formato una psico-setta chiamata Arkeon e che dovranno ora rispondere davanti ai giudici di reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. La storia è quella di sempre: genitori disperati che come ultima spiaggia per salvare un figlio si mettono nelle mani di santoni e guru; minori che vengono portati sulla "retta via" con metodi anacronistici e intrisi di violenza; omosessuali indotti psicologicamente a trattare la loro condizione come una malattia da cui uscire al più presto. Ci cascano in molti e, l'unico risultato visibile è il prosciugamento dei propri denari.

Ne sa qualcosa un padre di un omosessuale, un imprenditore di Fermo che, secondo quanto lui stesso riferisce, disperato per l'omosessualità del figlio si era rivolto alla psico-setta Arkeon, convinto che questi potessero guarire il figlio diciottenne. Spesso non basta la vasta conoscenza e i tanti discorsi che si fanno per dire ai genitori che l'omosessualità è una condizione di genere, una delle tante diverse sessualità e che pertanto non è e non va trattata come una malattia o un disturbo psicofisico. Va semplicemente capita e accettata. Spesso, però, la disperazione sorda finisce nel dramma e i soggetti ne escono fuori con le ossa rotte e i portafogli vuoti.

All'uomo venne detto che il caso del figlio era uno di quelli disperati, che servivano molti soldi per avere dei risultati. L'imprenditore racconta di aver versato 50 mila euro e di aver messo il figlio nelle mani di uno di loro. Dopo alcuni mesi, nulla era cambiato e anzi, il ragazzo fu sottoposto a umiliazioni e violenze facendogli credere che quella sua condizione di omosessualità era dovuta ad una violenza fisica subita da bambino.

Si narrano, di questo gruppo, altre violenze come quella di mandare gli adepti a chiedere l'elemosina e c'è chi racconta di violenze di gruppo o adepti costretti a guardare i loro partner far sesso con altri. Costosi anche i corsi tenuti in molte città italiane. Si partiva da poche centinaia di euro e si arrivava anche a 15 mila euro, ma alcuni dicono di aver versato anche 100 mila euro. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 1999 e il 2008. Secondo quanto scoperto dagli investigatori il gruppo Arkeon cercava di avvicinare e coinvolgere anche alti esponenti del mondo cattolico.

Vorremmo prendere spunto da questa poco edificante vicenda per dire a genitori e figli che essere gay, lesbiche, transessuali, transgender non è una patologia da mettere nelle mani di un medico o, peggio di qualche santone o millantatore di guarigioni miracolose. L'omosessualità è una condizione di molti esseri umani. Per viverla e farla vivere con serenità occorre il dialogo, il rispetto, l'accettazione. Non si guarisce dall'omosessualità o dalla transessualità perché non stiamo parlando di malattie. Molti tra coloro che dicono di riuscire a salvare un essere umano dall'omosessualità, sono dei millantatori, mirano più al facile guadagno che non alla salvaguardia e al rispetto dell'essere umano. Lasciate perdere santi e santoni, guru e psichiatri, cari genitori, e date a vostro figlio l'attenzione amorosa che chiede, l'accoglienza e l'accettazione in pieno. Difendetelo dalle tante omofobie e dai soprusi e siate padri e madri per lui, nulla di più.

Foto/ p.cromo

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