Nella casa vuota del GF10 grumi polverosi di omofobia. Ora la Ventura è regina dei reality!

Nella casa vuota del GF10 grumi polverosi di omofobia. Ora la Ventura è regina dei reality!

Non c'è da scandalizzarsi: esiste una televisione intelligente e popolare e una stupida, faziosa, spesso omofoba, altrettanto popolare. Qualcuno come il sottoscritto, rimpiange quelle trasmissioni che dividevano la serata televisiva in due tronconi: la prima e la seconda, senza l'obbligo di vedersi passare sotto gli occhi scene già viste, divani e divani, lacrime che iniziano alle 21 e terminano alle prime ore del nuovo giorno. Un reality, tolte le ripetizioni a favore di non so chi, potrebbe benissimo stare nelle due ore canoniche, per poi magari godersi un documentario sulla storia del movimento lgbt o un programma di approfondimento. Scherzo ovviamente, convinto che la televisione odierna, almeno la nostra, oggi ha l'ingrato compito di renderci tutti un ammasso di avulsi scollegati dalla realtà il più possibile, per farci sentire interpreti di quello che altri fanno o dicono.

Ieri su Canale 5 si è consumato l'ultimo atto della decima edizione del Grande Fratello, genitore di altri reality, seguito da milioni di teleutenti. La sigla iniziale ha svelato il "dietro le quinte", 300 addetti che si son dati da fare per mesi per la riuscita del programma, sotto l'egida degli autori, dei dirigenti e dei registi. E' toccato a Maicol, l'omosessuale televisivo di turno, spegnere le luci della casa, in ginocchio, piangente come un abusivo a cui stanno radendo al suolo l'abitazione. Ha vinto un veneto in odore di maschilismo e, dicono tanti, anche di omofobia.

Il salumiere ventinovenne, trevigiano, Mauro Marin, ha battuto il favorito Giorgio, e Alberto e Cristina. Lui, che era piombato nella "casa" come una bomba ad orologeria, con quella sua irriverente enfasi, pose da superbullo, irritante per gli altri ospiti come l'ortica fresca, ha saputo mantenere quello che gli spettatori gli chiedevano: grinta, una certa volgarità e doppiezza dei ruoli, ora dolce ora leone famelico. Di lui, agli esordi, si occupò Gay.it, ipotizzando che il neo vincitore del GF10 fosse un membro del gruppo rock vicino all'estrema destra filo-hitleriana ZetaZeroAlfa. Mah!

Mauro Marin, comunque sia, non è certo il tipo che va ai Gay Pride o si spertica l'esistenza a favore degli omosessuali. Quando ha attaccato Maicol, lo ha fatto con parole grevi e omofobe e non è stato di ragion gentile neppure con le inquiline che ha usato spesso come desiderio o come strale, quando ha definito due ragazze che si amavano "donne da provetta". Probabilmente Mauro rappresentava quella grande fetta italica televisiva che ha nozioni bislacche sulle donne e sugli omosessuali, tanto carini se stanno al loro posto. Oggi è il vincitore di una Italia televisiva muscolare, guidata, un po' gradassa. Senza levata di scudi e poco scandalo, perché in fondo si tratta di un reality e come tale va trattato. Che il buon Mauro si goda ora vittoria e strascichi di vittoria, buon per lui, non abbiamo nulla da invidiargli sulle sue esternazioni e sui linguaggi poco nobili.

Un altro "chiacchierato" di questa edizione è stato Giorgio Ronchini, tanto da scomodare Paolo Bonolis che, entrato nella casa, gli ha posto domande imbarazzanti liquidate dal veneziano ventiseienne in men che non si pensi, sul suo presunto feeling con Maicol. Giorgio taglia corto: aspetta di riabbracciare la fidanzata. E tanto per far capire quello che dicevamo su usi e costumi della televisione, il bravo Bonolis rassicura se stesso e noi con un bel: "Bravo, meno male". Meno male, cosa? Che non è gay? Che non ha risposto alle avances di Maicol? Che nei reality possa nascere un amore tra persone dello stesso sesso, lo stesso enfatizzato e applaudito quando accade ad un uomo e una donna? Un altro Bonolis, avrebbe potuto dire che non ci sarebbe stato nulla di male, che l'amore tra due uomini o due donne esiste e non è certamente l'acatarsi del mondo. E invece, il "divo" televisivo se la squaglia nel peggiore dei modi. La televisione!

È ovvio che in un reality come il Grande Fratello, il gossip entri dalla porta principale e che le illazioni verso l'uno o l'altro concorrente si facciano spesso urla e mistificazioni. A noi poco interessa se Giorgio sia gay, gayfriendly o cos'altro; quel privato interessa lui e lui solo, e se ha affetto per Maicol sia libero di esercitarlo in piena libertà. Si dice che abbia partecipato ad un concorso gay, in un locale gay e che ne sia uscito vincitore con tanto di fascia e coroncina diamantata. Embé?, il giovine è bello e aitante e non credo si chiedano patenti di sessualità in quei concorsi. Strano, certo, che ieri nel gioco dell'accoppiamento con Emanuele Filiberto, sembrava non capire chi e cosa fossero le drag queen. Suvvia, Giorgio!

Per gli appassionati dell'ammiraglia Mediaset, spente le luci della casa più famosa, poco o nulla cambierà nei prossimi giorni. I concorrenti faranno passaggi televisivi a iosa, racconteranno i loro giorni in quella casa; di loro, degli altri, di chi c'era e di chi era assente, fino allo stufo. Finisce un'edizione che ha scontentato molti omosessuali; che ha visto Signorini spesso silente quando poteva difendere "uno di noi", come chiosava ogni tanto. Nessuno scandalo, amici cari, la televisione impone anche questo, ad onore e gloria dell'audience.

Ora non ci resta che Simona Ventura e i suoi naufraughi. Altra televisione e altri personaggi. Probabilmente l'irriverente Aldo Busi continuerà per molto a deliziarsi con i suoi equivoci e le sue irriverenze anche verso la conduttrice. Dicono che anche lì esiste un canovaccio: se piangi ti inquadrano, se fai cose di sempre spengono i riflettori. Le liti restano il pane dove inzuppare i telespettatori. Vero, falso, non è dato sapere. Forse la televisione di oggi ha altro da fare che rappresentare la noiosa vita quotidiana che noi comuni mortali portiamo avanti senza cachet e senza inquadrature. Troppo reale per entrare in un reality!

Foto | TvBlog

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