Aids. Nuova scoperta e in Italia gli under 18 vogliono fare il test

Aids. Nuova scoperta e in Italia gli under 18 vogliono fare il test Per fortuna ci sono giovanissimi che cercano di tutelarsi nei rapporti sessuali e chiedono di fare il testo dell'Hiv. Ma per la maggioranza di loro, quando intendono agire da soli, senza l'aiuto dei genitori, sorgono dei problemi. Secondo una ricerca promossa dall’Istituto superiore di Sanità e dalla Consulta delle associazioni per la lotta all’Aids, un gruppo di ventinove organizzazioni tra le quali Arcigay, Circolo Mario Mieli, Gaynet, un centro diagnostico su cinque apre loro le porte per sottoporsi al test. Il problema per le strutture sanitarie è che, essendo minorenni, serve il placet dei genitori. Si restringe a un centro su tre, l'anonimato ai minori, ovvero eseguire il test senza l'ausilio della ricetta medica o un documento di identità.

Con questa spada di Damocle, molti minori si scoraggiano e, con molta probabilità si allontanano da una prevenzione che dovrebbe stare a cuore a tutti. Dovrebbe pensarci il Ministero della Salute e magari fare in modo che ogni minore possa accedere alle strutture sanitarie per sottoporsi al test, garantendo anche l'anonimato o accogliendoli tranquillamente senza mettere di mezzo cavilli e burocrazia.

Da parte dei ricercatori, intanto, continua la ricerca per debellare il terribile virus. L’equipe di Kathleen Collins, dell’università del Michigan, ha scoperto che il virus dell’Aids, può nascondersi nel midollo osseo, al riparo dai medicinali antiretrovirali. Negli anni i "nascondigli" del virus scoperti sono stati tanti, nel midollo ma anche nel sangue periferico, nella milza o nel'intestino. Anche le cellule progenitrici del sistema immunitario sono state individuate recentemente come probabili rifugi del virus Hiv. Lo studio è stato pubblicato su Nature Medicine.

Scoprire questi "nascondigli", dicono quelli dell'equipe dell'Università del Michigan, potrebbe essere un passo importante per debellare definitivamente il virus. Oggi, i sieropositivi hanno una vita normale grazie alle terapie retrovirali, sempre più efficaci e importanti.

Questa nuova scoperta è una nuova speranza per milioni di persone, ma serve anche e soprattutto la prevenzione attraverso la protezione con i preservativi durante i rapporti sessuali e i test in centri sanitari. Da noi, per fortuna sono molte le associazioni, le strutture sanitarie, i circoli omosessuali che aiutano le persone ad affrontare il problema e ad aiutarli anche per sottoporsi a un semplice test che potrebbe salvare tanti da una feroce disperazione.

Torniamo a scriverlo: molti, troppi omosessuali sembrano aver dimenticato che l'Aids è un virus non ancora debellato; occorre l'uso del preservativo, occorre coscienza anche nel fare sesso, non ci si può rovinare per un pomeriggio o una sera di piaceri. Molti, troppi omosessuali oggi dimenticano che il sesso senza protezione è un rischio alto, che potrebbe avere conseguenze rovinose. Impariamo da questi giovanissimi che vogliono fare il test e che vogliono fare sesso. Ma sicuro!

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