Da Torino a Padova a Ferrara rispuntano i matrimoni omosessuali

Proprio mentre scriviamo Antonella D’Annibale e Debora Galbiati, due donne torinesi che formano da tempo coppia di fatto, staranno facendo gi ultimi preparativi di un giorno per oro speciale. Alle 16.00, il sindaco della loro città, Sergio Chiamparino, le unirà simbolicamente in matrimonio civile. Dopo, ovviamente, sarà festa e brindisi, ma qualcuno dei presenti sentirà un po' di rabbia e mestizia per quell'atto simbolico che denuncia uno Stato inerme e contrario alle unioni omosessuali italiane. Il sindaco di Torino avrà fatto un gesto di dignità e di affetto verso quella coppia che rappresenterà un po' tutte le coppie di fatto apolide di diritti in Italia; ma dopo quel gesto, quasi di ribellione e di sfida fatta da un primo cittadino, Debora e Antonella, torneranno ad essere due donne anonime per lo stato di diritto e molti tra i nostri legislatori dovrebbero sentire l'umana vergogna per questa e altre coppie di cui non sono riusciti ad occuparsi. Umana vergogna per come i cittadini LGBT italiani vengono lasciati: colmi di desideri e poveri di ogni tutela. Grazie sindaco Chiamparino e auguri ad Antonella e Debora.

Sempre restando sulle coppie di fatto, un altro caso, ieri, ha toccato altre due ragazze lesbiche, coppia di fatto, di Conselve. I giudici a cui si erano rivolti, dopo che il sindaco del loro paese aveva vietato le pubblicazioni per il matrimonio, hanno respinto il ricorso. Le due fidanzate, giovanissime, di 24 e 28 anni, assistite dagli avvocati Maria Pia Rizzo e Francesco Bilotta, apprezzati per il loro impegno a favore delle coppie di fatto omosessuali con Rete Lanford, si sono viste negate un diritto che resta a favore delle sole coppie formate da uomo e donna. Per loro, come per altre coppie che si sono rivolte ai tribunali, l'ultima parola passa alla Corte Costituzionale che si riunirà il 23 del mese prossimo.

Quella delle coppie di fatto omosessuali, resta un tema importante e fragile. Importante perché, almeno dai numeri, l'Italia detiene un record poco visibile e inimmaginabile: le coppie omosessuali che convivono o si amano sono molte di più di quelle che pensiamo. Non tutte vivono sullo stesso tetto, nella stessa città; eppure sono coppie solide, tentano una condivisione della loro vita come dei loro beni. Fragile perché in una Europa che grida al nostro paese di eguagliare i diritti per tutti i cittadini, i legislatori - di destra e di sinistra - poco si sono interessati su questo fronte. Le rare iniziative che sono arrivate a livello locale, sono poi state ostacolate dalla politica nazionale che intende mantenere per sè il diritto a decidere per non decidere nulla.

Potrebbe apparire parecchio lugubre, eppure c'è una iniziativa che lascia spazio all'ultima misericordia per le coppie di fatto. Ad Alghero stanno decidendo che conviventi etero o omosessuali potranno scegliere di essere sepolti uno accanto all'altro, in loculi formato matrimoniale. Basterà una semplice autocertificazione che dimostri di aver trascorso una vita insieme per ottenere il diritto alla sepoltura attigua, anche in assenza del vincolo della legittima unione coniugale.

Ma pare che anche lì non tutti si sono trovati d'accordo. Ha spiegato il presidente dell'organismo consiliare Giovanni Cecconello:

“Non ci vedo nulla di male e mi auguro vivamente che il provvedimento non trovi resistenze. Si tratta di un piccolo riconoscimento a chi già nella vita spesso si trova a dover fare i conti con i pregiudizi della società. Ci sono diverse sensibilità ma non credo che l'iter incontrerà degli ostacoli. Finora non si sono riscontrate vere opposizioni”.

Qualcuno, vedrete, si metterà di traverso anche in questa pietas finale.

Foto | jayceeloop

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