Riparte dal sud la battaglia contro l'omofobia e i diritti civili


Tra alcune settimane, a Napoli si riuniranno le associazioni promotrici LGBT per stabilire la data del Gay Pride nazionale 2010. Dopo tanto peregrinare perlopiù nelle città del centro nord, la manifestazione più seguita dalla nostra comunità approda in una città dalle mille sfaccettature, dove i femminielli, gay, transessuali e lesbiche, fino a pochi anni fa riuscivano ad esibire una identità ben accetta alla gente, oggi un po' oscurata e contrastata. L'omofobia non ha risparmiato neppure Napoli, nonostante la buona volontà di tanti suoi cittadini che continuano nel rispetto delle persone LGBT. Giusto quindi che il Gay Pride si celebri in questa dolce e difficile città.

Più a sud, a Palermo, il Consiglio comunale ha discusso oggi una mozione contro l'omofobia, proposta dalla consigliera Pdl, Stefania Munafò. La mozione nasce come risposta alla recente ondata di violenza omofobica che ha afflitto il nostro paese, ed è stata scritta in collaborazione con il comitato provinciale Arcigay Palermo. Diventerebbe la prima iniziativa istituzionale contro l'omofobia nel capoluogo siciliano e si tratta della prima proposta anti-omofobia che in una città italiana parte dalle file del Pdl.

L'importanza dell'iniziativa palermitana sta in due ragioni ben precise. La prima, duplice, è che sia una donna del centrodestra a sentire la necessità di parlare di omofobia e di proporre una lotta che la azzeri, non solo a Palermo e nel sud, ma su tutto il territorio nazionale. La seconda, non meno importante, riguarda Palermo, ma anche Catania, dove la militanza LGBT in questi anni si è rafforzata; si è usciti da quel simulacro di silenzio e omertà che rendeva l'omosessualità e la transessualità invisibile alle istituzioni e ai cittadini. Oggi, molti suoi cittadini LGBT sono dentro i movimenti, visibili e preziosi per le battaglie che conduciamo.

Sulla mozione della Munafò, Annette Bansa, presidente Arcigay Palermo, ha dichiarato:

"La presentazione della mozione è un passo importante per i diritti di tutti i cittadini e le cittadine, ed è particolarmente significativo che sia stata proposta da una donna consigliera comunale. Speriamo che venga approvata senza difficoltà, e che possa essere d'ispirazione per iniziative simili in campo nazionale".

Torna così il territorio, le iniziative locali a favore della comunità LGBT, come strumento di nuove vittorie. L'assenza della politica nazionale in termini di diritti civili LGBT viene presa e messa in azione dai territori, dalle persone di buona volontà che hanno responsabilità politiche nei comuni, provincie, regioni. Sono decisamente passi importanti e utili.

La mozione impegnerebbe il Comune di Palermo a:


  • aderire ad ogni iniziativa che venga proposta contro la discriminazione delle persone omosessuali;

  • predisporre una vasta campagna di sensibilizzazione del cittadino al problema, sin dall’età adolescenziale, favorendo la nascita di iniziative formative all’interno delle scuole e predisponendo un piano di sicurezza, in accordo con le forze dell’ordine, al fine di prevenire eventuali aggressioni alle persone LGBT, contrastando così ogni forma di violenza e/o di discriminazione basate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere;

  • aderire alla rete Ready - Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere;

  • promuovere la costituzione di un osservatorio (con amministrazioni, prefettura, associazioni, mondo del lavoro) per l'analisi dei fenomeni di discriminazione e violenza contro le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), la sensibilizzazione delle pubbliche amministrazioni e della pubblica opinione e la promozione di azioni positive contro omofobia, intolleranza e discriminazione.

Foto | ƒe

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