Omosessualità e medicina. "Nessuno ci può riparare"

Lo slogan è semplice quanto esaustivo: Nessuno ci può riparare. E resta anche attuale di fronte di fronte ad una pletora di sedicenti santoni, guaritori dal millantato credito, noti psichiatri, psicologi, uomini di medicina che, forti di una loro certa notorietà, intendono dare soluzioni sule tematiche LGBT; i comportamenti e le ragioni stesse dell'omosessualità. Non sono i primi e, dopo di loro qualcuno tenterà ancora un racconto desueto e falso, mistificatorio: che l'omosessualità può ed è uno stato transitorio della persona; che da quella condizione si può uscire, o meglio, guarire. I fondamenti scientifici, per questi "dotti" non contano. Poco male che l’OMS ha depatologizzato l’orientamento omosessuale nel 1990, anche troppo tardi per chi oggi percepisce l'omosessualità come diversa cultura e si batte per diritti di eguaglianza.

Eclatante, ma non il solo, ad esempio, il caso del signor, dott. Joseph Nicolosi che si occupa da diversi anni di terapia riparativa dell'omosessualità; cofondatore e direttore dell'Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell'Omosessualità (NARTH), membro dell'Associazione Psicologica Americana, autore di numerosi libri e articoli scientifici. Un uomo di questa levatura, crediamo, dovrebbe mettere a disposizione del mondo una cultura di accettazione e sostegno diversa da quella che lo ha reso celebre; dovrebbe egli stesso per primo sentire la lacerazione di certi giovani che non riescono ad affrontare la loro omosessualità avendo contro la società. E affrontarla con le armi giuste che non possono essere quelle riparative o di guarigione. Non siamo malati e nessuno ci può riparare.

Ora la Dr. Paola Biondi, del gruppo Psicologiagay.com, ha preparato una petizione che chiedo ai nostri amici lettori di firmare e far firmare. Si chiede alla Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri e al CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi) che chiariscano il concetto di Orientamento sessuale ribadendo pubblicamente e in maniera inequivoca che può essere esclusivamente omosessuale, eterosessuale, bisessuale e che non può essere confuso, in nessun caso e per nessuna ragione, con altre parafilie quali incesto, pedofilia, necrofilia, zoofilia, sadismo, masochismo, feticismo, come purtroppo dichiarato nella pregiudiziale di incostituzionalità del 13 ottobre 2008 (legge contro l'omofobia).

Si chiedono inoltre interventi pubblici per correggere nozioni errate, offensive e discriminatorie sull’orientamento omosessuale e la genitorialità omosessuale. E poi tutta una serie di altre cose che restituiscano dignità pubblica e riconosciuta ad una comunità sempre più vilipesa e irragionata da certi personaggi che avanzano crediti di conoscenza scientifica o di certe terapie illusorie. Forse sarebbe il caso di intraprendere azioni disciplinari e sanzionatorie contro certi millantatori.

Quando sedicenti santoni, guaritori, noti psichiatri, psicologi, medici tentano di dare una loro interpretazione e soluzione sulle tematiche LGBT, spesso non solo si allontanano dalla scienza, dai fondamenti scientifici, dalla loro stessa intelligenza; ma non riescono ad accorgersi (o si autorizzano indecentemente a farlo) che quelle loro teorie, quel voler agire contro donne e uomini che amano persone dello stesso sesso, non solo non ha alcun supporto scientifico, ma spesso riescono a rendere instabile e infelice la vita di chi pensa e vive l'omosessualità come peccato o devianza.

Chi come moti di noi, è riuscito e riesce a vivere a propria omosessualità con dignità e coscienza, ha l'obbligo di difendere altre vite e condizioni come la nostra che vivono instabilità e ferocia da parte di una certa società che intende dissuaderli e far della loro vita, cavie da laboratorio. Ci spetta già una sofferenza spesso insopportabile per poi diventare strumenti di sperimentazione e di celebrità per certi cantori scientifici del nulla.

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