Aldo Busi parte per l'Isola dei Famosi 7


Riuscirà l'icona della scrittura a carattere omosessuale; l'eccentrico e picaresco Aldo Busi, l'ottimo e magnifico scrittore dei nostri tempi a trionfare nel reality più godurioso della stagione televisiva? Riuscirà l'Aldo della parola eccelsa e mai casta, delle provocazioni e dell'egocentrismo a superare se stesso e a farci dimenticare l'ottima vittoria di Luxuria della precedente edizione dell'Isola dei famosi? Una cosa è certa, Simona Ventura, deus ex machina del programma-trionfo della seconda rete Rai, anche quest'anno non ha voluto rinunciare ad una presenza che potesse creare interesse e audience anche da parte del pubblico glbtq. Così dopo Malgioglio, Cecchi Paone e Luxuria, catapulterà all'Isola, uno dei più prolissi scrittori, un letterato conosciuto ad un pubblico diverso da quello che segue costantemente i reality; un provocatore della parola: Aldo Busi, appunto.

Ora a Busi non resta che partire, insieme agli altri concorrenti e affrontare l'Isola della fame, dei disagi, delle contumelie, degli insetti che cercano di saziare la fame attaccando i "naufraghi". Lo show è assicurato, il cachet firmato e anche la possibilità di non sapercela fare. Poco importa se, come dicono tanti, il reality è manovrato, guidato da chi deve assicurare e saziare l'incipienza degli sguardi voyeuristici di noi tutti. Da quel che trapelata alla vigilia della partenza, Busi sarà l'asso nella manica della "tosta" Simona Ventura e, credo, ne vedremo delle belle.

Intanto l'autore di Seminario sulla gioventù, ha dichiarato di aver fatto togliere una clausola contrattuale che gli vietava di parlare in maniera offensiva di politica e di religione. Da Busi ci potremo aspettare tutto e il contrario di tutto, ma sappiamo poi che la liceità non vorrà dire gratuità che potrebbe scatenare maremoti polemici. Probabilmente ci parlerà anche del suo ultimo libro stampato dalla Bompiani, Aaa!. Intanto si comincia a parlare di lui e di chi con lui, dal 18 febbraio, dovrà affrontare da protagonista la nuova edizione del programma della Ventura.

La certezza che lo stesso Busi esibisce è quella di voler provocare con la sua presenza uno tsunami mediatico. Vedremo molto presto se si tratterà di uno tsunami o di un semplice movimento di onde che paiono burrasche ma non lo sono. La partecipazione e la vittoria di Vladimir Luxuria, nella scorsa edizione, ha in qualche modo fatto parlare di omosessualità e di transessuali e transgender come poco capita alla televisione di Stato. Certo, ieri come oggi, si tratta di un reality, di un programma di intrattenimento e audience e quindi non certo la sede adatte a risolvere le varie omofobie o le tante questioni che riguardano la nostra comunità. Come per altri casi, qui è il soggetto più che la sua omosessualità ad emergere. Inutile farsi illusioni. Senza dimenticare che oramai da anni Aldo Busi racconta di se stesso anche attraverso i suoi libri, si vede poco nell'agitato parterre omosessuale, nonostante continui a battersi per alcuni diritti che stanno a cuore a lui e a noi.

Si farà ancora discutere, da noi come da altri, il bravo Busi. Augurandogli un buon, nuovo successo televisivo, vedremo se a torto o a ragione, l'omosessualità televisiva diventerà altro rispetto a tanta melensità a cui abbiamo finora assistito.

Foto | Kirkpinar

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