Intervista esclusiva a Francesco Zanardi, in sciopero della fame per i diritti gay" Paola Concia mi è sempre vicina, quasi tutte le associazioni Lgbt ci hanno abbandonati"

Francesco Zanardi

Come è lo stesso Francesco Zanardi a farmi notare per telefono, il telegiornale è più interessato a parlare dello sdradicamento di una grande quercia per ampliare un'autostrada, piuttosto di parlare della decisione di digiunare da parte di due cittadini italiani che cercano solamente di calendarizzare le unioni civili. Ed è, ahimè, una triste ed innegabile realtà.

I giornali e le televisioni sembrano aver dimenticato (o rimosso) che un uomo non sta più mangiando da circa tre settimane per ottenere un diritto sacrosanto che in altri Paesi è, invece, già stato concesso. Spesso si leggono le notizie di avvenimenti esteri che ci fanno inorridire, ma non abbiamo l'obiettività di renderci conto come, in Italia, proprio da noi, la censura di certe richieste legittime, avvenga sotto gli occhi di tutti.

Ho chiamato Francesco questa mattina al cellulare per avere un'intervista, per cercare attraverso questo blog di dare voce e risonanza ad una scelta coraggiosa che deve, continuamente, essere supportata e compresa. Mi ha risposta una persona disponibile a parlare a cuore aperto, a raccontare la propria storia e ad ammettere delusioni o solidarietà che ha incontrato in questa sua sofferta, ma determinata, scelta. A voi lettori, le parole di Francesco Zanardi:

Francesco ZanardiCiao, Francesco, domanda inevitabile prima di cominciare a parlare... Come stai?
Mi sento meglio, ci sono stati momenti difficili, sono appena reduce da una bronchite, ma la situazione diciamo che è sotto controllo. Al ventunesimo giorno di sciopero della fame, mi sono sentito male. È intervenuto il mio dottore che mi ha 'ordinato' di nutrirmi almeno con qualche pappetta: il mio fisico era troppo debilitato e non potevo assolutamente continuare così. Abbiamo quindi deciso di provare a vedere come avrebbe reagito il mio corpo all'assunzione di queste pappette e c'è stato un miglioramento. In caso contrario avrei dovuto ricominciare a nutrirmi...

Affrontiamo subito il problema spinoso ed evidente: la censura italiana. Che cosa sta accadendo?
Non ne parlano, non si riesce a far uscire alcuna notizia in merito. I quotidiani esteri ne discutono, cercano di darne risalto. Per farti un esempio, ho appena lasciato un'intervista ad un giornale olandese, mentre qua in Italia, non avviene nulla del genere. I giornali stranieri pubblicano la storia, le associazioni straniere cercano di intervenire, l’Unione Europea fa un richiamo all’Italia, gli Eurodeputati fanno lo sciopero della fame in segno di solidarietà. Il 22 gennaio c'è stato il richiamo ufficiale da Bruxelles per il Parlamento, c'è stata una nota di denuncia per questa cosa che sta accadendo. Ma ne ha parlato qualcuno? No, non è stato riportato da alcun giornale, nessuna nota, nessuna comunicazione in alcun tg. L'unica persona in questo settore su cui continuo a poter sentire e vedere di avere un appoggio è Paola Concia.

Raccontami di Paola...
Ci ha sempre appoggiato in questa scelta. Io per primo, quando in una delle poche interviste in cui ho proposto questo sciopero della fame a staffetta, lei ha supportato questa mia iniziativa, anche se c'è un enorme scoglio alla concretizzazione della cosa: manca il supporto delle organizzazioni Lgbt e l'appoggio nel divulgare questa coalizione e questa realtà. Per farti un esempio, Paola mi ha mandato un sms qualche giorno fa, in cui si poteva leggere il suo più totale sconforto: "Non so cosa fare in Parlamento, mi sento sola". Poi ci sono anche state persone che non hanno condiviso la mia scelta, come Imma Battaglia, ma ha continuato ad appoggiarla. Ho comunque trovato positiva la sua onestà di pensiero ma anche la sua scelta di non abbandonarci.

Chi invece ti ha profondamente deluso?
Le associazioni Lgbt italiane, sebbene alcune regioni come il Piemonte, la Liguria, la Toscana, il Lazio e la Lombardia abbiano deciso di stare dalla nostra parte. Per quanto riguarda invece la staffetta per il digiuno, non avrebbe eco da parte delle associazioni, quindi risulterebbe inutile. Ti faccio un esempio: durante lo sciopero, poco tempo fa, un giorno ho chiamato Enrico Oliari, presidente di GayLib per chiedergli se poteva appoggiarci e parlare della cosa. Sai cosa mi ha risposto? "Ciao Francesco, mi sono alzato da poco e mi sono appena mangiato una bella carbonara...". E puoi immaginare la mia reazione: non è esattamente carino e delicato esordire così quando hai dall'altra parte una persona che sta facendo lo sciopero della fame...

Un'associazione che invece ti ha "sorpreso" positivamente?
Sicuramente Certi diritti. Mi è sempre stata vicino, abbiamo organizzato insieme alcune manifestazioni e stiamo promuovendo altre fiaccolate dei diritti. Oggi avverrà a Bari alle ore 18 in via Sparano angolo via Calefati. Poi domani a Firenze alle ore 15 presso la sede dei Valdesi in Via de' Serragli 49, III durante il congresso nazionale Certi Diritti. Mi hanno invitato ad accendere la fiaccola e a dire qualche parola, cercherò a tutti i costi di esserci e spero di avere la forza di parlare un po' in pubblico, se non sarò troppo debilitato. Poi ci sarà a Sannicola (Lecce) sempre in quei giorni, a Piacenza il 1 febbraio alle ore 11 davanti alla Prefettura e a Cosenza il 2 febbraio ore 18,30 piazza Bruzi seguirà corteo fino a piazza 11 Settembre. La fiaccolata che c'è stata a Roma, purtroppo, ha avuto poco riscontro anche per la poca informazione che c'è stata e per una specie di terrorismo per boicottare la cosa.

Quali sono adesso le tue intenzioni in merito? Continuerai a digiunare?
Io voglio andare avanti, voglio almeno ottenere la sicurezza della calendarizzazione, questo è il minimo da poter ottenere. Lotterò con tutte le mie forze, fino al momento in cui non potrò fisicamente più. Sai, io e Manuel siamo soli, lui mi è sempre stato vicino. Mi ha visto vomitare, stare male, soprattutto nelle prime settimane. Finché avrò la forza di reggere, non mi arrenderò. Ma non posso rischiare fino al punto di rischiare di lasciare il mio fidanzato da solo...

C'è un messaggio che vuoi dare ai lettori e al popolo Lgbt italiano?
Sì... Gli omosessuali italiani mi stanno dando un grande supporto, anche su Facebook. Vorrei che tutti iniziassero a pensare che non siamo soli, che con qualche gesto, insieme possiamo fare qualcosa con forza. La situazione è grave, ma non possiamo e non dobbiamo arrenderci. Non deve 'per forza' essere la strada che ho scelto di percorrere io, basterebbe solamente scendere in piazza, lottare per i nostri diritti, pretendere quello che, assurdamente, ci viene negato

Grazie Francesco per la disponibilità: debilitato nel fisico e reduce da una brutta bronchite, è stato più di un quarto d'ora al telefono con me. Era stanco, era provato, ma ha mostrato ancora una volta l'energia e la forza che lo rende protagonista di una lotta coraggiosa ed esemplare per i diritti Lgbt. Per i nostri diritti Lgbt, di tutti noi. Non dimentichiamolo mai!

Noi di Queerblog cercheremo di aggiornarvi sempre in merito alla situazione e di dare ampio risalto a questa vicenda che nel nostro paese cerca di essere sempre più censurata. Ma non qui, non da noi. A presto, Francesco e Manuel!

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