Il trionfo di Nichi Vendola in Puglia. Per caso un politico, per caso un omosessuale

Il trionfo di Nichi Vendola in Puglia. Per caso un politico, per caso un omosessuale

Le recenti vicende politiche che hanno coinvolto il Partito Democratico sembrano somigliare a Risvegli, un racconto sull'incipit, ottimamente messo in scrittura da Umberto Ledda, uno studente-scrittore. Ledda racconta di un uomo che al suo risveglio trova a colazione un foglio di quaderni a quadretti ripiegato in tre dove il Ministero gli comunica la sua morte. L'uomo si sente bene, parla, respira ed è parecchio infastidito da quella strana comunicazione. Quando chiede spiegazioni alla moglie, questa è lapidaria: “Se il Ministero dice che sei morto, vorrà dire che sei morto. I documenti ufficiali sono documenti ufficiali”.

Ora, non io né altri pensiamo che il PD sia un partito in cui qualcuno ne ha decretato la morte, nonostante la vitalità, il respiro ben cadenzato, la voglia di progressione. Tuttavia, i recenti fatti pugliesi sommati a quelli bolognesi con gli strascichi nazionali, decretano che quella vitalità sentita da molti, quell'apparente realtà di un soggetto che respira, si muove e si chiede del perché di tanto cordoglio, sia un amaro risveglio in una realtà politica oramai sconquassata, difficile da superare.

Nuovamente la Puglia, come è successo alcuni anni fa quando Nichi Vendola si candidò a governatore della Regione attraverso il nuovo istituto delle primarie, si è messa al centro dei valori politici nostrani. Nuovamente, Nichi, orgoglioso omosessuale e prodigo governatore è riuscito a scompigliare la politica dei diktat e delle scelte verticistiche. La sua è una lezione alla politica – in primis al PD – ma anche una lectio magistralis di come un omosessuale, per caso politico come per caso omosessuale, sa risvegliare i cuori della gente, le speranze e mai una saccenteria sulla sua sessualità; mai uno scandalo che ne minasse la sua credibilità di governatore, politico, omosessuale.

Altri politici, a destra come a sinistra e centristi, sono stati oggetto di attenzioni da parte dei mass media e dei magistrati per scandali sessuali, per avidità nelle loro funzioni pubbliche, per sperpero e quant'altro. Nichi Vendola, in questi anni di guida della Regione Puglia è stato un esempio di civiltà e di buon governo della res pubblica. Mai dimenticando l'impegno civile che lo visto presente ai Gay Pride o ad altre manifestazioni in difesa delle persone glbtq. Lui, come altri omosessuali impegnati in politica, sono stati di esempio verso una classe politica arraffona, diventata potere e non servizio.

Sugli scandali sessuali recenti, come quello che ha coinvolto il sindaco di Bologna – ma la lista politica si fa sempre più lunga – Vendola è categorico:

“Il sessismo di oggi è esibito impudicamente. L'idea che è agevole, suadente usare il corpo di una donna come un campo di caccia è un'idea che massacra le coscienze e la civiltà”.

Stiamo diventando il paese dove lo scandalo è esibito con impudicizia e lo si racconta con enfasi; dove chi usa e abusa diventa idolo e celebrità. Vendola sembra essere il desiderio di molti: la politica al servizio e non come casta e i diritti civili, anche omosessuali, fatti entrare per la porta principale, menzionati per nome e promulgati per diritto. Che il Pd si sia disastrato con le sue stesse mani, non comprendendo, in nome di un'alleanza con l'Udc, la vivacità politica di Vendola, è cosa detta e fatta. La sinistra, una certa sinistra, ci ha abituati da tempo a vedere i rappresentanti politici omosessuali chiusi nella loro condizione; spesso usati per una democrazia apparente sui diritti civili. Nichi Vendola, più a sinistra del Pd non si è mai fatto omologare e ha mantenuto vivo il consenso verso le coppie di fatto, verso le manifestazioni sui diritti negati. Probabilmente, in un paese governato da una classe gerontocrate, il cinquantenne Vendola ha saputo scompaginare i dettati di un verticismo politico cieco. Ha saputo parlare alla gente sulla loro vita e sulle loro speranze. Un bravo politico, per caso politico, per caso omosessuale.

Foto | Sinistra e Libertà

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